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A proposito di quelli che vedono e ascoltano gente che “asfalta” altra gente in ogni dove

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Bianca Berlinguer 01di Daniele Santi

 

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Secondo i “soliti da social” nella puntata di Otto e Mezzo del 25 maggio scorso, Bianca Berlinguer avrebbe “asfaltato” Deborah Serracchiani con supremo godimento del “solito da social” che manifestava tutta la sua soddisfazione per l’accadimento. Ci si accontenta sempre di poco.

 

Il commento si riferiva probabilmente ad un episodio preciso dato che il post su Twitter è di pochi secondi dopo, ovvero la richiesta piuttosto secca di Bianca Berlinguer a Serracchiani: “Lei però deve lasciarmi parlare!” pienamente giustificato dall’incontenibile verve verbale della presidente del Friuli Venezia Giulia. Questo sarebbe “asfaltare”. Che ciò che Berlinguer ha detto successivamente sul referendum fosse quasi in perfetta linea con il pensiero di Serracchiani e che la direttrice del TG3 si sia posta criticamente contro la tendenza a sollevare polveroni senza entrare “mai” nel merito delle questioni, al “solito da social” in questione è entrato da un’orecchio ed uscito dall’altro. Perché ci si sofferma sempre e solo su ciò che per qualche motivo richiama la nostra attenzione.

 

Ciò che avrebbe invece dovuto richiamare l’attenzione di un orecchio attento è l’inconsueto acidume con il quale Gruber si rivolge ai suoi ospiti del Pd, soprattutto quando si trova a porre domande sulle uscite pubbliche di Maria Elena Boschi e del presidente del Consiglio, acidume che oltre a stridere fortemente con la grande professionalità della giornalista ex parlamentare europea, può suggerire due cose: un’antipatia personale di Lilli Gruber nei confronti di Renzi e Boschi o una certa pressione da parte dell’editore affinché Gruber si sposti “intelligentemente” su posizioni più consone al filogrillismo de La7.

 

Pochi commenti infine, se non dai giornali della famiglia Berlusconi in perfetto stile giornali della famiglia Berlusconi, sul vero punto toccato da Bianca Berlinguer: quello relativo cioè alla libertà di stampa e di opinione che in questo paese dove sono troppi ad essere più realisti del re, sono sempre a rischio (più a causa di certi cialtroni che occupano posti che non dovrebbero che da parte della politica che della libertà di opinione ha bisogno). Visto come stanno le cose in Italia i “pochi commenti” sulla questione sollevata da Berlinguer davvero non stupiscono.

 

 

 

 

 

 

 

(26 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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