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Unioni Civili alla Camera, ne sentiremo ancora delle belle

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Coppia Etero 00di Daniele Santi

 

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Così che il 9 maggio la Legge Cirinnà sulle Unioni Civili arriverà alla Camera dopo che in Commissione Giustizia tutti gli emendamenti sono stati bocciati. Non si sa ancora se verrà posta la questione di fiducia o no. Sappiamo che i voti dovrebbero esserci, il Pd alla Camera ha la maggioranza assoluta, ammesso che la minoranza Pd non faccia saltare il banco, e potrebbe godere anche dei voti Ncd (dopo il sacrificio della stepchild adoption cui gli scellerati voltafaccia del M5S hanno costretto), oltre che dei vituperati verdiniani. Se tutto va come dovrebbe il 12 maggio avremo finalmente una legge di civiltà al minimo sindacale e potrò finalmente, se mi pare, unirmi civilmente con chi mi pare. Prima dell’approvazione della legge, avremo ancora la fortuna di poter ascoltare il viscidume umano rappresentato dai guardiani della morale che coprono i preti pedofili, dai cittadini che si definiscono a 5 stelle che non rendono noti i loro conti, dagli ipercattolici che son cattolici solo loro e che raccontano di farsi lavare i piedi dalle loro donne, insieme all’arroganza di certi deputati i cui gusti sessuali sono noti a tutti fuorché a loro stessi, delle “uome” della sinistra che parlano della dignità della donna perché a loro compete decidere cosa le donne possano e non possano fare del loro corpo, e di tutti coloro – troppi – che pensano di essere stati eletti in Parlamento per insegnare agli italiani a vivere.

 

Contemporaneamente ci godremo, qualora la legge dovesse andare in porto, il gaudio delle associazioni LGBT italiane che dopo essere riuscite a non fare nulla per 25 anni si assumeranno il merito della Legge che però nello stesso tempo disconosceranno perché non è il matrimonio egualitario che i loro ridicoli parlamentini interni vogliono e che ci raccontano volere anche la maggioranza di coloro che non sono nemmeno in coppia. Insomma, la battaglia sul nulla che caratterizza l’Italia non cambierà certo con le Unioni Civili. Queste ultime saranno attaccate, ci saranno ricorsi, referendum e vivremo una recrudescenza di attacchi omofobi, il linguaggio degli esponenti più integralisti della Chiesa-di-Roma-che-non-bisogna-denunciare-i-preti-pedofili si farà più intransigente, carico d’odio ed intollerante. Ne sentiremo davvero delle belle dal 9 maggio. Orecchie ed occhi aperti. Perché le sorprese in questo paese non finiscono mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(2 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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