di Giancarlo Grassi
Riforma elettorale, doppia mandata alla porta della democrazia: si vogliono chiudere dentro
di Massimo Mastruzzo Da 1.500 a 6.000 firme minime per ogni collegio. Quattro volte tanto. E contemporaneamente l'obbligo... →
Estate 2026 la più calda di sempre in Europa Occidentale
L'estate da poco conclusa - con la coda di questo inizio d'autunno con valori ancora nettamente superiori alla... →
E’ davvero inspiegabile l’ossessione dei candidati repubblicani, così assoluti nel loro sentimento religioso, così integralisti nella loro sessuofobia, nel loro rifiuto di ogni libertà che abbia a che fare con i costumi sessuali, per le dimensioni del pene dei loro avversari.
Sarà immaturità, sarà che sono rimasti negli spogliatoi delle palestre delle High School, quando sbirciavano se il loro compagno era più dotato di loro? Non sappiamo. Di fatto l’ormai politicamente defunto Marco Rubio, le cui origini partono da Cuba patria di ogni machismo, ha inveito contro Donald Trump reo di averlo definito “Little Marco”, (piccolo Marco) ed ha insinuato che le mani troppo piccole per un uomo della statura di Trump, alto 1 metro e 88, fossero chiaro segno di un pene piccolo.
Donald Trump aveva quindi immediatamente rassicurato [sic] i suoi elettori sulle dimensioni del suo, riferendo loro che “non ci sono problemi” da quel lato. Era stato proprio Trump ad aprire le danze sulla questione del pene riferendosi a Jeb Bush, altro candidato repubblicano che ha già gettato la spugna, come a un uomo dal pene piccolo.
La questione si commenta da sola. Ma se volete i commenti sono i benvenuti.
(23 marzo 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
