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Becchi ex ideologo del M5S dice che Grillo sapeva di Quarto “dal 4 novembre”

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Grillo Lombardi Crimi 00di Daniele Santi

 

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Il quotidiano l’Unità parlando di un saggio in cui Paolo Becchi, giurista genovese ed ex ideologo del M5S prima che Grillo fosse folgorato dal fantastico mondo di Gaia, che uscirà nel numero di febbraio di Mondoperaio, informa che il saggio in questione conterrà una nota di Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, pubblicata nel blog di Beppe Grillo il 4 novembre scorso. L’Unità pubblica anche un link al quale del testo non v’è traccia. Nel testo, che riportiamo qui sotto, Capuozzo avrebbe informato il Vate della situazione nel suo comune.

 

“Da giorni circola un plico di documenti, inviato ai consiglieri di opposizione di Quarto, su un presunto abuso edilizio che, seppur parzialmente, mi riguarderebbe. Io stessa sono venuta in possesso di questo incartamento contenente una lunghissima serie di illazioni, affermazioni infamanti e calunnie a profusione. La prima cosa che ho fatto è stata di presentarmi io stessa dai carabinieri per chiedere loro di compiere tutti gli accertamenti del caso nel più breve tempo possibile. Non a caso, infatti, già lunedì 2 novembre una squadra di tecnici è venuta a fare un sopralluogo e ha eseguito tutte le misurazioni del caso sugli immobili messi, forse troppo velocemente, sotto accusa. Le risultanze di queste indagini tecniche le pubblicherò immediatamente on-line appena disponibili. Quanto all’autore di questo romanzo di fantasia, composto da documenti trafugati e costruito ad hoc, dovrà risponderne in tutte le sedi. Così come tutti quei giornalisti che, senza neanche verificare uno straccio di notizia, lo riversano nei loro articoli. Ma ormai lo sappiamo, è solo pretestuosa polemica politica di chi gioca a piegare i fatti a propria convenienza. In questo circo non voglio entrarci, ho tanto lavoro da fare per i cittadini e, quindi, pochissimo tempo da perdere. Quarto è stato sciolto per mafia per la connivenza di malaffare e partiti. Da quando il M5s è al governo, sono saltati i vecchi equilibri e i giochi di potere. La città in mano ai cittadini è un problema per tutti quelli che hanno perso i privilegi. Non si arrendono alla democrazia. Le infamie non ci piegheranno”.

 

Il post è condito della solita grillica retorica, ma ribadisce la determinazione di Capuozzo a non venire a patti con chi vuole farla fuori, si tratti di infiltrati camorristi o direttivi grillini, e la sua determinazione a fare chiarezza. Se ciò che Becchi afferma e scrive corrisponde al vero cade il castello di carte grillicocasaleggico che afferma come un disco rotto “Non sapevamo nulla, Capuozzo se ne vada”.

 

Becchi osserva nel saggio, che l’Unità continua a citare, che anziché intervenire i geniali movimentisti a 5 stelle si è “sperato che la storia si sgonfiasse da sola” quando invece, è il parere di Becchi, “già da allora  si sarebbe dovuta valutare con attenzione la situazione, e non presentare sul blog” (organo ufficiale del M5S, ndr) “il sindaco come un’eroina della lotta contro la mafia”. E continua spiegando che poi il Movimento ed il direttivo delle Tre Grazie hanno deciso di “di abbandonare il sindaco al suo destino, sperando che si sarebbe adeguato alle richieste del partito accettando di dimettersi. La tardiva richiesta di dimissioni e la successiva espulsione  di un sindaco prima difeso e poi silurato fa comunque perdere di credibilità al movimento”.

 

Becchi conclude poi con un siluro al celebrato Comitato d’Appello, che è quello che decide le purghe grilliche di ispirazione staliniana sulla base delle questioni del momento, chiarendo che per chi è vittima delle epurazioni grillicocasaleggiche ha “pocosenso” appellarsi al Comitato di cui sopra, essendo lo stesso controllato da “fedelissimi di Casaleggio” come “Vito Crimi, Roberta Lombardi (nella foto in alto in posa sbarazzina, perché lei può) e Giancarlo Cancelleri”, (ricorderete le straordinarie [sic] gesta della strana coppia Crimi/Lombardi come insipienti portavoce del M5S al Senato e alla Camera), definendo il loro lavoro “una farsa”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(21 gennaio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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