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Stefano Fassina e la (poco) allegra Congrega dei Trombati

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Stefano Fassina 03di Il Capo

 

 

 

 

 

Ci tocca dunque partire da Stefano Fassina, uomo politico le cui fortune politiche passate sono conosciute da tutti coloro che hanno a cuore la sinistra che agisce da destra ed incolpa gli altri di essere di destra; quella parte politica che aveva fatto cicicì e cococò con Berlusconi e poi aveva perso elezioni già vinte con le sciagurate intuizioni di Bersani occupato a smachiare il gziaguaro anzichè ascoltare chi gli diceva che le cose non sarebbero andate come lui credeva. Di quella combriccola di sordi faceva parte anche il buon Fassina che ora si riscopre di sinistra, una Sinistra Italiana (un gruppo parlamentare di 31 soggetti in parte fuoriusciti dal Pd, in parte figli di Sel) che si celebra con squilli di trombe e rulli di tamburi nel centro di Roma, con tweets e post trionfanti e con un discorso d’apertura la cui retorica inutile abbiamo già ascoltato mille e mille volte (ed il cui video troneggia nella nostra home page a beneficio di chi ci chiama fascisti), in una kermesse volta alla ricerca di consenso tra i propri iscritti e simpatizzanti e che non porterà nuovi voti.

 

Stefano Fassina non è una volpe, sennò se ne sarebbe stato alla larga da tutta la storia. Lo ha saggiamente fatto l’ondivago Civati, che sotto sotto è pentito di avere lasciato il Pd perché non sa da che parte andare e sa che l’occhio azzurro non basta, e che ha pensato di mettersi insieme ad alcuni fuoriusciti del M5S coi quali sempre ha avuto un feeling, che tra fuorisciti ci si intende.

 

E’ noto a tutti coloro che si occupano di politica anche solo un po’, che i voti degli incazzati di sinistra sono già ad appannaggio del Movimento 5 Stelle, e chi ha vissuto più di un paio di decenni sa, o dovrebbe sapere, che di ricostituzioni e divisioni di quella che si ama chiamare sinistra antagonista se ne sono viste negli ultimi vent’anni almeno una decina.

 

Quale è dunque il progetto politico della nuova formazione parlamentare che dovrebbe trasformarsi in soggetto politico unitario (state e vedere!) nel corso del 2016? Non è stato precisato se non con i soliti slogan che già conosciamo e che abbiamo visto dove hanno portato (da nessuna parte), e ci si è fermati alla opposizione pura e dura (e senza numeri) al governo Renzi. Davvero niente di nuovo. E’ quello che ha sempre fatto l’ora minoranza del Pd, della quale Fassina era fiero componente, con i numerosi governi Berlusconi. Davvero una forza nuovissima. Anzi, nuovissima.

 

Fassina ci ha del resto deliziato con i suoi aforismi di rara arguzia: ha parlato di Sinistra Italiana come dell’opposizione al “Happy Days di Renzi”, poi ha detto “Il gioco della destra lo fa… lo fa la destra” con un aforofisma degna di un genio della comunicazione, riferendosi al fatto che la purezza (non ricorda un po’ il M5S tutto qusto sentirsi bravi?) politica non alberga certo in Renzi, ha quindi attaccato Bersani come da copione. Insomma tutto prevedibilissimo. Perché?

 

Perché questa forza politica (e da quanto sto scrivendo escludo i rappresentanti di Sel che con Vendola in Puglia hanno dimostrato di poter essere anche una eccellente forza di governo) nasce con il malanimo dei trombati. Fassina è furioso con il Pd e con Renzi, Cofferati è furioso con il Pd e con Renzi, così furioso che ha fatto perdere le elezioni al partito in Liguria, e ne abbiamo piene le palle di gente che si costituisce in altri partitini perché ha dei conti da saldare con la vecchia forza politica di appartenenza. E’ un attegiamento infantile, ottuso, incoerente, non c’entra nulla con la politica ed ha bisogno di sostegno psicologico, non di voti popolari. Questo livore senza fine fatto di invidie e di conti da saldare è il vero cancro di una sinistra italiana che potrebbe essere illuminata e fare ciò che nessun’altro è riuscito a fare se con le sue continue lotte intestine non consegnasse regolarmente il paese alle destre più becere d’Europa.

 

E pur non avendo particolare simpatia per il premier mi sento di affermare che Matteo Renzi, con quelle destre lì, non ha niente da spartire, se non un governo obbligato dai numeri.

 

Detto questo, aspettiamo altre puntate della Fassina-iade. Son già lì dietro l’angolo. Ora che è convinto di avere trovato la sua cassa di risonanza non starà zitto un momento. E ci sarà da ridere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(8 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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