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Puniamo il razzismo! Una petizione per chiedere a Facebook di rivedere gli standard della comunità

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Nazifascismo Nodi Gaiaitalia.com

 

 

 

 

 

È ormai universalmente noto che il regolamento di Facebook valuti le segnalazioni degli utenti a seconda del messaggio insito nella foto o nel post in oggetto. Tolleranza zero per le foto di nudo (anche se di rilevanza artistica), mentre alle foto che incitano all’odio razziale viene riservato un trattamento più compiacente.

 

In realtà, Facebook è dotato di un “libro nero” in cui sono appuntati alcuni vocaboli pericolosi (Hitler, negro, epiteti omofobi…), cosicché il controllo di post e commenti segnalati risulti più rapido. Peccato che il social network non sia dotato di un algoritmo altrettanto valido nel vaglio dei contenuti grafici. Simboli nazisti o riferimenti a tale ideologia vengono rimossi solo se l’immagine in questione non è equivocabile, tanto che, una foto di Hitler recante la scritta “Nel forno”, rischia di non essere rimossa poiché il sistema la scambia per un meme, ossia un’immagine a sfondo ironico.

 

È per questa ragione che chiediamo a Facebook di impegnarsi nella rimozione di questi contenuti con lo stesso zelo utilizzato nel censurare un corpo senza veli.

 

Un seno scoperto può risultare sgradito a qualcuno, ma immagini razziste, violente e omofobe devono risultare un abominio agli occhi di chiunque, specie a coloro che vigilano sulla più grande piazza virtuale del mondo.

 

E’ questo il testo della petizione su Change.org (cliccate per firmare), lanciata da Corrente Contro che vi invitiamo a firmare trattandosi di una richiesta più che legittima e di grande importanza. Le questioni legate ai post razzisti e neofascisti sono trattate dal social network con grande superficialità. Siamo testimoni che contenuti culturali vengono trattati con molto più (inutile) rigore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(6 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

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