Vladimir Putin insiste: in Russia “l’omofobia non esiste” e i “gay solo liberi”. Non come negli Stati Uniti dove “non lo sono”. Il quotidiano panafricano di lingua inglese Mambaonline, pubblica l’estratto di un’intervista per la trasmissione della CBS 60 minutes (video in basso) che il dittatore russo ha rilasciato a Charlie Rose. Dimenticando di ricordare che le persone omosessuali in Russia sono discriminate in ogni ambito sociale e spesso massacrate a pugni e calci (vedi foto in alto), Putin si è soffermato sulla non completa accettazione dell’omosessualità negli USA essendoci ancora quattro stati dell’Unione dove rimane illegale. Aggiungendo in un trionfo di ipocrisia, che la Russia ha depenalizzato l’omosessualità nel 1993, dimenticandosi che una sentenza della Corte Suprema del 2003 ha rimosso ogni legge contro le unioni o i rapporti omosessuali in tutti gli Stati Uniti.
I problemi della “minoranze sessuali in Russia sono stati deliberatamente esagerati per ragioni politiche e senza nessuna base reale” ha continuato Putin, aggiungendo poi che “In Russia le persone che hanno un’orientamento sessuale non tradizionale [sic] lavorano e vivono in pace”. Ha infine difeso la legge contro la “propaganda omosessuale” per “difendere” [sic] i giovani.
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(29 settembre 2015)
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