di Gaiaitalia.com
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Nella giornata di ieri è arrivato l’ennesimo monito europeo, questa volta dal Parlamento UE, che invita l’Italia a legiferare per garantire i diritti negati alle persone LGBTI. Ciò che rimane senza spiegazione è l’ostinata battaglia di alcuni rappresentanti del Partito Democratico, che, a detta di Renzi, dovrebbe essere compatto nell’approvazione delle Unioni Civili come da Programma. Così come in Senato, però, troviamo anche qui chi si oppone ad una relazione che raccomanda a ben 9 Stati membri di agire e riconoscere diritti fondamentali quali la “coabitazione, le unioni di fatto e il matrimonio”.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Per questo, vogliamo chiedere in maniera esplicita a Damiano Zoffoli e Luigi Morgano perché hanno votato contro al paragrafo 85 e a Patrizia Toia e Silvia Costa perchè si sono astenute. Un atteggiamento reso ancor più singolare dal fatto che il PD è stato l’unico partito del gruppo dei Socialisti e Democratici ad avere alcuni membri contrari alla relazione. Da queste persone vogliamo spiegazioni, perché le opinioni personali sono certamente sacrosante, ma altrettanto fondamentale è rispettare un orientamento politico sul quale il PD ha chiesto i voti agli elettori e che, sopratutto, non impone a nessuno di cambiare idea o limitare i propri diritti.
Così in un comunicato stampa il presidente di Anddos LGBT, Mario Marco Canale.
(10 settembre 2015)
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