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L’Occhio di Alessandro Paesano: spoilerarvi per Jurassic World, nemmeno ai nemici

Alessandro Paesano 01di Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

 

Ho studiato cinema con Guido Aristarco, che mi ha insegnato a leggere un film usando tutta la cultura non solamente quella cinematografica.
Sono convinto che un film anche mainstream  sia capace di riproporre e rielaborare l’immaginario collettivo col quale tutte e tutti ci narriamo il mondo, ce lo spieghiamo cioè in una prospettiva narrativa, di causa ed effetto, dove ogni cosa che ci accade ha un suo perché (il che, invece, non sempre è vero).

 

Mi scuserete se una volta tanto vi spoilero un film (per cui attenzione! se intendete vedere il film non leggete oltre sto per raccontarvi il finale!) appena uscito in sala, quel Jurassic World di Colin Trevorrow, (Usa, 2015) che firma anche la sceneggiatura assieme a Derek Connolly, che riprende i temi del libro di Crichton portato sullo schermo da Spielberg nel 1993 (che qui è il produttore esecutivo).

 

La trama vede i militari cattivi,  mercenari e un po’ folli (oltre che imbecilli: si lasciano mangiare dai dinosauri come mentine…) come quelli di Avatar di Cameron interessati a un impiego militare dei dinosauri del parco divertimento che a differenza di quello precedente funziona bene e senza incidenti (anche se a vedere la conduzione familistica della sicurezza c’è da chiedersi come mai…).

 

I militari sono interessati ai velociraptor i famelici piccoli agilissimi dinosauri che ricordiamo bene dal film di Spielberg qui studiati nel comportamento da Owen Grady classico maschione tutto di un pezzo.

 

Talmente maschio che non ha il tempo nemmeno di farsi una storia con una donna (che l’amore si sa, rincretinisce e svirilizza).

 

L’amore è relegato alle foie adolescenziali del giovane nipote della conduttrice/direttrice Claire Dearing (femmina cazzuta, ma meno maschia di Ripley interpretata da Sigourney Weaver) che guarda le ragazze clienti del parco con un’aria ebete che dovrebbe significare desiderio.

 

Desiderio etero ovviamente perché non sia mai che un adolescente americano medio possa guardare i ragazzi invece delle ragazze. Con Spielberg come produttore esecutivo, l’ebreo americano più fascista del pianeta, non è proprio possibile.

 

Nel nuovo parco delle attrazioni non si sono limitati a far ritornare alla vita i dinosauri dei quali si son trovate le sequenze del dna (come nel libro di Crichton\film di Spielberg) ma, grazie all’ingegneria genetica, applicata dagli scienziati cattivi e amorali, capeggiati da Henry Wu, un nippo-americano (i giapponesi per gli americani sono i cattivi per antonomasia basta ricordare come furono trattati i cittadini americani di origine nipponica durante la seconda guerra mondiale…), si sono creati degli ibridi come l’Indominus Rex, un incrocio tra un Tirannosauro Rex e (tra gli altri) un Velociraptor.

 

Il …manipolato geneticamente esce fuori cattivo (uccide non per cibarsi ma per il gusto di farlo) e intelligentissimo e minaccia la sicurezza del l’intero parco, animali e umani.
Verrà fermato da un’alleanza estemporanea tra animali non geneticamente modificati (il tirannosaurus rex del primo film, e i Velociraptor addestrati dal macho solitario) e umani.

 

Come a dire che le creature naturali quando serve sanno allearsi contro il mostro genetico che minaccia l’equilibrio naturale.

 

Non siamo molto distanti dal classico impianto dell’etica giudaico cristiana. Quando l’uomo conta troppo sulla scienza (artatamente confusa con la tecnologia) va oltre i limiti del naturale e perverte l’ordine (divino) delle cose. Ne segue il caos e il disordine che necessitano di una ripristinazione.

 

La novità stavolta è l’alleanza tra esseri naturali umani e naimali contro quelli geneticamente modificati.
Non solo.
Alla fine il macho di turno e la donna manager e quindi poco femminile si alleano per la reciproca difesa e e sostentamento (lo dicono letteralmente) secondo quell’etica cristiana, omofoba e maschilista, che non riconosce complementarietà alle coppie dello stesso sesso.

 

L’amore ristabilisce i ruoli tra maschio e femmina in una visione disgustosamente eterosessista e anche antidivorzista (l’incidente all’isola finisce per riavvicinare i genitori dei due ragazzini protagonisti)  dove non c’è posto per le nuove compagini familiari nemmeno in area etero: la zia manager da single è incapace di avere istinti materni di accudimento (lascia i nipoti nelle mani di una sua assistente che verrà mangiata dagli pterodattili) e si riappropria della sua funzione femminile tramite la difesa del parco (e dei suoi nipoti dispersi).

 

Si impegnerà con un uomo tutto di un pezzo come lei, come dire che anche i duri e le dure in fondo hanno bisogno d’amore e di famiglia.

 

La famiglia è però quella complementare maschio femmina e biologicamente non manipolata…

 

Un film disgustosamente eternormato, misoneista, reazionario, patriarcale e, a saperlo ben guardare, anche omofobo.

 

Un film che porta la firma di Spielberg quello che fa vivere la famiglia di fratelli e sorella veggenti di Minority Report in una casa tra i boschi lontani dalle persone normodotate; quello che in A.I. fa comperare alla famiglia ricca un robot per emulare un figlio ma i lavori donneschi della casa li fa fare ancora alla consorte (niente colf nel futuro di Spielberg).

 

E pensare che per qualcuno si tratta solo di un film!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(19 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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