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Turchia, Erdogan o la caduta del finto idolo islamista verso un governo di minoranza

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Turchia Selahattin Demirtas 00di Giancarlo Grassi

 

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Trionfo curdo nella terra del razzista Erdogan, l’uomo che sulla scia di Putin voleva trasformare la Turchia nell’avamposto islamista alle porte d’Europa, tentando il cavallo di Troia dell’entrata nell’UE da finto democrata in odor di collusione con l’Isis. Gli è andata male, come a tutti i dittatori che si sentono eterni, ed è stata proprio l’odiata minoranza curda a dare il “la” alla sua fine politica.

 

Elezioni che dovevano essere un plesbiscito popolare, ma che ora Erdogan sa di avere perso con 258 seggi su 550, che in termini di voti diventa un 40,80% contro il 50 alle ultime politiche, quelle del 2011, e perdita della maggioranza assoluta che aveva in Parlamento; il primo partito d’opposizione, riferisce il quotidiano Hurriyet, il socialdemocratico Chp di Kemal Kilicdaroglu è al 25,05% e ottiene 132 seggi, i nazionalisti del Mhp di Devlet Bahceli il 16,36% e 81 deputati, ma è il partito curdo Hdp di Selahattin Demirtas, fondato nel 2014, che supera ampiamente la soglia di sbarramento (al 10%) e con il 13% dei voti e 79 seggi si candida come il partito del futuro.

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Erdogan lo sa che si preparano tempi duri per i governi dei suoi galoppini e dovrà allearsi con i nazionalisti, spostando l’asse della Turchia sempre più pericolosamente verso una destra integralista – politicamente e religiosamente – che una nazione costruita sul laicismo non può più sopportare. Difficile che Erdogan affidi la responsabilità di formare il nuovo governo al leader del Chp, primo partito d’opposizione, anche se una caduta del 10% del suo partito di governo suggerirebbe una tattica politica più accomodante ed intelligente.

 

Ma Erdogan non è né prudente né intelligente: ciò che vuole è affermare la sua malsana idea di Turchia avamposto dell’integralismo. Qualsiasi governo si formi sarà un governo di minoranza. Insieme le opposizioni vantano 292 seggu su 550.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(8 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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