di Il Capo
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Le caselle email della nostra redazione sono intasate dal 12 maggio, giorno della seconda tremenda scossa di terremoto in Nepal, da messaggi di “cene solidali” (mi viene da vomitare) a favore del Nepal, o meglio delle popolazioni del Nepal, colpite dalla terribile catastrofe. Ci si sbizzarrisce naturalmente nell’elencare i menù: a base di pesce, o giapponese, ci sono poi i geni del menù rigorosamente vegano, con i fondi da destinare a questa o quella ONG.
Con la pancia piena la solidarietà viene meglio, n’est pas? Che è un po’ come quegli attivisti che sono attivisti solo sui social… O come quello che offende con toni irripetibili chiunque non la pensi come lui su Facebook o su Twitter, insomma da casa loro tutti generosi, buoni, disposti a donare, a sbafarsi una cena vegana per mandare due soldini a chi non ha nemmeno lo spazio per prepararsela la cena. A chi probabilmente non ha nemmeno fame.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
E’ il disgustoso aspetto dell’italico buonismo, siam fortunati a non avere disgrazie così che – a pancia piena – possiamo anche permetterci di devolvere denaro a qualche ONG. Andremo a casa doppiamente soddisfatti: per aver mangiato bene e per essere stati buoni.
Che almeno gli andasse di traverso.
(13 maggio 2015)
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata
