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Ciò che mi rende furiosa, di Gisella Calabrese: Barbarella D’Urso e il suo stipendio da fame

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Gisella Calabrese 03di Gisella Calabrese  twitter@giscal77

 

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Oggi, credetemi, ero serena e tranquilla. Stavo allegramente preparando del materiale giornalistico quando ad un tratto sono balzata letteralmente dalla sedia. Una notizia sconvolgente che non mi sarei mai aspettata, oserei dire una tragedia. Barbarella nazionale si è sfogata ai microfoni di Cruciani alla trasmissione “La zanzara” e ha affermato – udite udite – di guadagnare poco, molto poco. Una cifra ridicola, irrisoria, lontanissima da quella immaginata da noi comuni mortali. Insomma, la poverella sbrilluccicosa con tacco 12 incorporato al piede guadagna persino meno di 500 mila euro all’anno. Una vera miseria!

 

Lo so, lo so, il vaffa è partito inesorabile, non avete nemmeno finito di pensarlo che già era fuggito con un braccio di accompagnamento, come si conviene nelle migliori tradizioni. Ma, signori miei, aspettate un momento prima di giudicare. Come siete severi, giudici inflessibili della povera Carmelita che si barcamena tra un paio di Louboutin e jewels all’ultima moda. Avete idea di quanto costino? Suvvia, chi non si troverebbe in difficoltà a pagare le normali tasse e la vita di tutti i giorni con soli 40 mila euro al mese? Centesimo più, centesimo meno.

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Dal canto suo, la D’Urso regina delle faccette e del pomeriggio televisivo (e non fate quelle faccette voi, l’auditel è implacabile) si dichiara fierissima di pagare le imposte e di passare indenne i controlli che quella maliziosetta di Equitalia le fa di tanto in tanto, come a tutti, ovviamente.  E ci mancherebbe pure, signora D’Urso. Pagare le tasse è il minimo sindacale.

 

Sarà per questo che, costretta a tirare la cinghia ad ogni fine mese, Carmelita ha fatto un po’ la birichina e non ha pagato l’assegno di mantenimento all’ex marito Michele Canfora. Dopo un matrimonio durato dal 2002 al 2008, quando il divorzio è diventato definitivo, la D’Urso avrebbe dovuto corrispondere all’uomo un assegno di mantenimento di circa 1000 euro mensili che però, a quanto pare, Barbarella non è proprio riuscita a dare, poverina.

 

L’ex marito, che pure lui deve tirare a campare in qualche modo, si è allora rivolto all’avvocato e la signora D’Urso è finita nel registro degli indagati della Procura di Roma  nientemeno che per  “violazione degli obblighi di assistenza familiare”. Addirittura! Canfora avanzerebbe circa 40 mila euro. In sostanza, lo stipendio di un mese della bella conduttrice partenopea. Centesimo più, centesimo meno, non stiamo a tagliare il capello.

 

Probabilmente Canfora quei soldi non li vedrà mai perché a quanto pare ha un lavoro ben remunerato e si è rifatto una vita, quindi a ben vedere dalla Barbarella nazionale non avrebbe proprio nulla a pretendere, anche perché pare che “in sede di separazione personale le parti avevano consensualmente convenuto che ciascuna provvedesse autonomamente al proprio mantenimento”.

 

Evidentemente il signor D’Urso soffre di piccole amnesie, ma non avrebbe dovuto fare un simile affronto a Carmelita, soprattutto sapendo quanto poco guadagna la conduttrice. Insomma, un minimo di compassione, e che diamine! In fondo non arriva nemmeno a  500 mila euro, sono troppo pochi. E cosa volete che siano gli altri compensi che riceve dalle pubblicità? Bricioline, fidatevi.

 

A voler essere proprio schizzinosi, verrebbe da dire che un simile stipendio annuale noi comuni mortali ce lo sogniamo, che con una cifra del genere ci sistemeremmo tutta la vita, che l’incubo delle bollette e delle visite mediche a pagamento sparirebbe per sempre, però, signori miei, quanta retorica! E poi non dobbiamo mai dimenticare che la D’Urso, come tutti i personaggi dell’ambiente dello showbiz, è una precaria e quindi, a ben vedere, un operaio è molto più fortunato. Non corre il rischio di restare senza lavoro da un giorno all’altro. A meno che non lavori in una di quelle migliaia di fabbriche che hanno chiuso per via della crisi economica. O all’Ilva di Taranto. Che dire, Barbara, ognuno ha i suoi guai. Ma forse – e dico forse – col suo stipendio mi sentirei un pochino meno triste. Ma solo un pochino, eh?!

 

Sarcasticamente vostra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(23 aprile 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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