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L’inutilità delle squinzie sessantenni che sparano sentenze pensando di dire qualcosa

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di Il Capo

 

Sono quello che sono: due squinzie vecchie, un po’ rifatte (male) ed ormai giù di moda, nonostante tutto, che sentono il dovere morale – che è quello che frega – di intervenire su qualsiasi cosa abbia a che fare con quello che ritengono essere il “loro” mondo. Quello che gli sfugge, quello della giovinezza, del cambiamento – che è simbolo di giovinezza – che con la loro disperazione, i loro patetici attaccamenti ad un mondo che non esiste, il loro look da ragazzine inconsapevoli – spesso lo sono anche a sessant’anni – il loro creare sogni per essere à la page, si diceva un tempo, attingono alle loro radici isolane o campagnole, o a quelle di una nobiltà persa per inettitudine, come si dà spesso via la propria verginità intellettuale per lo stesso motivo, per dire come secondo loro la società dovrebbe evolversi.

 

Sono le squinzie che hanno della società il loro mercato personale e vogliono che nulla cambi per non perdere quel loro mercato fatto di nulla, dove hanno venduto il niente spacciandolo per il tutto, come fanno certi santoni detti anche cialtroni che credendo di vivere in gloria muoiono facendosela addosso dalla paura.

 

Sono le squinzie di certa società: che son venute dal niente e pensando di avere tutto, vogliono anche essere dappertutto, anche dove la loro scarsa intelligenza non gli consente di essere, dove il loro qualunquismo immondo non le collocherebbe, in luoghi nei quali non sono mai state e dove pensano di poter avere libero accesso.

 

Le squinzie in questione sono i disperati e le disperate che bloccano l’evoluzione di questo paese per interessi personali, che stanno dappertutto per dire ogni cosa quando sono i principi e le principesse del niente: sono politici così come stilisti, sono artisti che si definiscono tali, cantanti settantenni col panzone che fanno flessioni a San Remo; sono presentatori abbronzatissimi che trasudano ego ed ambizione da ogni poro e ad ogni finto sorriso, sono coppie di famosi che hanno fatto i soldi sullla pelle di una comunità che disprezzano, quella dei vivi; sono coloro dei quali questo Paese dovrebbe imparare a liberarsi senza polemiche.

 

Con decisione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 marzo 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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