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Migranti: il Sindaco di Catania Bianco, “Il volto dell’Italia del futuro dipende dalla gestione del fenomeno”

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Enzo Biancodi Gaiaitalia.com

Il sindaco di Catania a “L’immigrazione che verrà”: “Bisogna parlare di integrazione: a Catania, città dell’accoglienza, i Catanesi non nativi hanno eletto un loro rappresentante in Consiglio comunale e abbiamo istituito il registro dei Catanesi per nascita”.

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“Ci siamo sentiti soli, abbandonati, dimenticati. Se un fenomeno di questo tipo si fosse verificato un po’ più a nord, non avremmo avuto un livello di disattenzione così alto”.
Così ha esordito il sindaco di Catania Enzo Bianco intervenendo nel Palazzo della Cultura alla prima delle due giornate de “L’immigrazione che verrà” organizzata da Area, Magistratura Democratica e Articolo 3.

“Quale sarà il volto dell’Italia del futuro – ha detto Bianco – dipende anche da come sapremo gestire questo fenomeno migratorio e soprattutto la successiva integrazione dei nuovi cittadini. A Catania, città dell’accoglienza, i Catanesi non nativi hanno eletto pochi mesi fa un loro rappresentante in Consiglio comunale, che non ha diritto di voto ma può intervenire su tutte le questioni. E abbiamo istituito il registro dei Catanesi per nascita, un gesto simbolico di omaggio allo ius soli”.

“Nove giorni fa a Bruxelles – ha ricordato Bianco – sono stato eletto a capo della delegazione italiana del nuovo Comitato delle Regioni e il tema del mio primo intervento è stato l’immigrazione e il modo vergognoso in cui l’Europa, che dovrebbe essere culla della democrazia, affronta questo fenomeno. Pensate che dà più soldi alla Spagna per i respingimenti che all’Italia per l’operazione Mare nostrum, che ci ha resi orgogliosi per la professionalità e l’umanità della nostra Marina militare. Questo mi fa indignare. E non capisco di chi si illude di poter fermare questo fenomeno con cannoni e filo spinato”.

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Parlando dell’ondata di migranti provenienti dai Paesi africani Bianco ha sottolineato la necessità “di favorire la cooperazione giudiziaria internazionale e di contrastare le organizzazioni criminali che gestiscono i flussi”. E riguardo ai timori espressi sulla possibilità che dei terroristi arrivino via mare con dei barconi ha detto, anche per le esperienze  avute da ministro dell’Interno e presidente del Copasir, di non credere “che i terroristi possano rischiare la vita su una carretta del mare”.

Il Sindaco ha poi ricordato come l’idea di una polizia di frontiera europea, fosse nata a Catania. “Ma Frontex – ha affermato – non ha avuto gli effetti desiderati per via delle risorse limitate e per il fatto che abbia sede a Varsavia. Invece è in quest’area che occorre un ufficio operativo e non meramente burocratico e la città di Catania si è detta disponibile a offrire una sede per ospitarlo. Ma la polizia di frontiera europea deve fare un salto di qualità e l’Ue deve riempirla di funzioni”.

Bianco ha parlato dell’esperienza di Catania che si è trovata a confrontarsi con la tragedia dell’immigrazione e con quel “dramma nel dramma” rappresentato dai minori non accompagnati: in città lo scorso anno ne sono arrivati 800. Il Sindaco ha inoltre ricordato come nello stesso palazzo sede del convegno fossero stati celebrati i funerali interreligiosi con l’arcivescovo metropolita, l’Imam della Sicilia e il prete copto, per i 17 naufraghi morti vicino a Lampedusa, che troveranno posto tra qualche settimana nello spazio approntato nel cimitero catanese, dove sorgerà piazzato anche un monumento in ricordo della tragedia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(21 febbraio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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