di Daniele Santi
Alle uscite che sgomentano Mario Adinolfi ci ha abituati, del resto basta incontrarlo per essere preda dello sgomento di cui sopra, e le sue parole a Radio24 – provocate da quel geniaccio di Cruciani – ci dicono esattamente chi è l’ex deputato Pd organizzatore del fondamentalista Convegno sulla Famiglia a cui era invitato il prete pedofilo Don Inzani, ma nessuno ne sapeva niente, Maroni incluso.
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Adeguandosi al radicalismo religioso che insanguina le coscienze, prima che le strade, Adinolfi si è lanciato a La Zanzara in una strenua difesa del “No al preservativo, perché non serve contro l’AIDS” rispondendo alle obiezioni di Cruciani e Parenzo con una lapidario ed agghiacciante “La soluzione è la sessualità responsabile. In Africa muoiono perché non c’è una sessualità responsabile, non perché non usano il condom”.
Il capolavoro però lo ha fatto indicando quella che è secondo lui l’ideale di moglie, secondo i valori fondamentalisti cattolici cui Adinolfi appartiene, con una dichiarazione che Dagospia riporta: “La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c’è la parità, sono due cose diverse”.
Funambolismo verbale? No. Pericolosissimo integralismo.
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(21 gennaio 2015)
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