di Daniele Santi
Non c’è davvero proprio più bisogno di far finta di essere buoni: le feste sono finite, babbo natale è arrivato, la befana pure, col suo contorno di carbone (dolce… In fondo cosa sarà mai…), si spengono le luci, i festoni, e anche i sorrisi.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Siamo finalmente liberi di ritornare al ghigno che ci fa suoi per undici mesi e 16 giorni, possiamo finalmente mettere da parte gli auguri, le pacche sulle spalle, gli abbracci di circostanza (mai forse così sinceri come in quelle occasioni) e ritornare alla nostra adrenalinica competizione senza senso, senza cervello e senza talento.
Abbiamo compiuto il nostro dovere di esseri umani: siamo stati buoni nei giorni comandati, ora – che il calore del cuore, i din don dan dei grandi magazzini, il sapore del panettone (li vendono a 2 euri tondi ora, correre correre!), ed il bacio della mamma sono spariti – liberi siam di peggio esser che pria.
Con buona pace di chi nella Pace (lo so che è una ridondanza, non lo sapessi) ci crede sul serio.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Caustico? Naturalmente, ma bisogna pur ridere del nostro essere disgraziati.
(7 gennaio 2015)
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