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Il Manganello de La Karl du Pigné, “Settembre potere delle liste a me!”

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La Karl Du Pigné 06di La Karl du Pigné  twitter@lakarldupigne

Non ho idea del perché si sia scatenata questa insana moda di fare classifiche, ma tanto è che da qualche tempo dilagano su Facebook le più svariate liste di libri, canzoni, attori e chi più ne ha più ne metta. E non so nemmeno perchè, a causa di questo, mi sia venuto in mente il vecchio gioco delle elementari (almeno delle mie) di fiori, frutta, città, cantanti e via discorrendo, quando si giocava tutti insieme e alla fine c’era qualcuno che vinceva perché si era preso venti punti, l’unico a ricordarsi che animali con la n erano pochi e c’erano il nibbio e la nottola. Adesso questo gioco, un po’ diverso, si fa sciorinando una lista di libri (quelli che ti hanno cambiato la vita), o i migliori dieci dischi (che ti hanno cambiato la vita) i dieci migliori dischi di musica dance (che ti hanno cambiato la vita). Confesso che, invitata a fare una lista di libri da un mio caro amico, sono caduta anche io nella trappola. Perché, detto che non c’è nulla di male a rispondere a una richiesta di questo genere e a volersi cimentare in una classifica, il coinvolgimento virale mi ha poi dato l’idea che non fosse solo una cortese risposta a una richiesta, ma un vero e proprio modo di mostrare nella più grande vetrina mediatica di tutti i tempi quanto ognuno di noi fosse fico a spiattellare libri, dischi, cantanti, fumetti e film. Insomma mancavano veramente solo i dieci animali, i dieci frutti e le dieci città. L’ossessione delle liste ha colpito più o meno tutti, qualche rivista specializzata ha addirittura stilato delle classifiche dei libri più scelti, delle canzoni più amate, dei film pù gettonati. Da quello che ho potuto leggere i risultati sono più che scontati: ad esempio Harry Potter il libro più prescelto (il lancio delle liste era “Fai una lista dei dieci libri che ti hanno cambiato la vita”) il che la potrebbe dire lunga sulla qualità e forse anche sull’anagrafe di coloro che si sono spellati le mani a fare le liste. Io di Harry Potter ho letto un mezzo libro e non mi sarebbe mai venuto in mente di metterlo nella mia lista, anche se a dire il vero una piccola concessione me la sono fatta e nella mia lista ho infilato L’oracolo delle Dame di Claudio Agrippa, un divertentissimo libercolo in uso alle ragazze di inizio secolo (scorso) che offre una sicura risposta a qualunque domanda, scritto dal “profeta infallibile del comportamento maschile”. Fra le oltre 100 domande: “La mia debolezza provocherà le conseguenze che temo?” e “Godrò sempre di una buona reputazione?”. E lascio a voi immaginare le risposte. La smania di fare liste di tutti itipi (mancano solo le liste della spesa dei cibi che ti hanno cambiato la vita) ha portato anche letture feisbucchiane divertenti, ad esempio la lista dei dieci film di fantascienza, o quella dei fumetti, o la lista dei dieci artisti famosi dei quali non si sa più nulla, la lista dei dieci B movie più assurdi e via dicendo. Insomma mi è venuto in mente che potrei chiedere di fare la lista delle 10 liste più assurde che si sono lette su Facebook (anche se non ci hanno cambiato la vita) e scommetto che ci sarebbe gente che risponderebbe. Ho provato anche a comprendere qual è il motivo per il quale la gente si mette a fare le liste: per come la vedo io, il primo motivo è quello detto dianzi, fa figo sciorinare le proprie letture, di alto rango o meno (e grazie al cielo c’è ancora gente che legge, non solo Metro e Leggo, aggiungo) però diciamo che in un posto come Facebook è difficile resistere al “tiè addesso te butto giù dieci titoli che minimo minimo me acchiappo una ventina di Mi Piace”. Strano che questa moda non abbia attecchito fra coloro che sono al top in fatto di apparenza e presenza sui Social (o forse sono solo io che ne ho così tante fra gli amici): le drag queen. Lo dico senza intenti denigratori e, facendone parte a pieno titolo, voglio essere anche comprensiva e fin troppo indulgente, soprattutto con quelle che scrivono ancora la a senza acca quando è verbo, per non parlare di congiuntivi e condizionali buttati lì a caso come quando la sera torni dalla serata stonata a sufficienza e butti le ciglia finte dove capita, e poi con tutte quelle che quando si incazzano scrivono in dialetto non fa differenza se siciliano, pugliese, veneto o piemontese. Quelle in assoluto che mi fanno letteralmente impazzire sono però le “convinte”, quelle che pur avendo poco a che fare con una drag queen con tale nome si presentano (magari condito con i vari Lady, Madame, Girl, Favolosa, Super e perché no anche Top) e buttano giù una serie di post scannandosi tra di loro per in ordine sparso pezzi e trucchi copiati, vestiti imitati, serate con il nome scippato ad altre, insomma un elenco di inutili e nemmeno interessanti baggianate che mi fanno decisamente pensare che la disoccupazione ha fatto anche questo, di danno: troppo tempo libero, la gente non sa veramente che cazzo fare e si mette a scrivere sui Social. Su questa linea, in una domenica uggiosa e dedicata alla stesura di questo articolo e in attesa che l’imbrunire faccia ripartire il mio stomaco e mi venga fame, ecco a voi alcune liste da buttare nel paiolo del “si, troppo figo, mo’ sta lista la faccio”.

  • I migliori 10 pezzi in playback che ti hanno cambiato la vita.
  • I tuoi migliori 10 pezzi in playback che la vita l’hanno cambiata agli altri (anche in peggio)
  • Le dieci migliori drag queen italiane (che ti hanno cambiato la vita, visto che tu non ci sei e ti è venuta la cirrosi)
  • Le 10 peggiori drag queen che si chiamano tali ma sono delle travestite (questa lista vince, le drag queen hanno già da anni scongiurato l’estinzione delle iene)
  • I dieci commenti più belli ricevuti su Facebook (ne vanno bene anche di meno, se dieci non ti sono arrivati)
  • I dieci migliori abiti che ti cambierebbero la vita (e anche i fianchi) ma che non ti puoi permettere.

E su questo in maniera elegante e senza fare commenti vi lascio alle vostre liste, perché sono certa che nel vostro piccolo, a qualcuna avete risposto anche voi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(28 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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