di Giovanna di Rosa
La strategia della fame e del blocco dell’economia messa in atto da Putin complice Gazprom, continua la sua macellazione delle economie degli stati ex sovietici, stimolando quella strategia della tensione che è il bagaglio culturale del presidente russo, neodittatore neosovietico che tanto piace ai Russi.
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La società statale dell’energia della Polonia, PGNiG, ha infatti reso noto lo scorso 10 settembre che il volume del gas che importa dalla vicina Russia, è crollato – improvvisamente – di oltre il 20%.
Da Gazprom si sono naturalmente affrettati a dichiarare che si tratta di un problema tecnico, scrive Il Post, mentre secondo PGNiG la decisione inaspettata della Russia sarebbe da legarsi alle forniture di gas che la Polonia garantisce da qualche tempo all’Ucraina, data la scelta strategica di Putin e Gazprom che avevano deciso di diminuire sensibilmente – o ridurre drasticamente, come vogliate leggerla – le sue esportazioni di energia verso il territorio ucraino.
Anche dall’Ucraina società statale dell’energia, Ukrtransgaz, arrivano accuse: il presidente della società energietica ha infatti dichiarato che la Russia “ha cominciato a limitare le forniture di gas alla Polonia con l’obiettivo di distruggere il flusso di gas che noi riceviamo dalla Polonia stessa”.
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Vediamo cosa succederà dopo le sanzioni imposte da Bruxelles a Putin alle forniture di gas all’Europa stessa.
(11 settembre 2014)
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