di Ahmed Naouali
I qaedisti dell’ISIS a suon di guerriglia, omicidi e terrore stanno esportando il loro concetto di democrazia medievale anche nel nord dell’Iraq, zonaprevalentemente occupata da Curdi che erano riusciti sinora a respingere gli attacchi dei mercenari islamisti che hanno già proclamato unilateralmente il califfato dell’ISIS in Iraq e Siria e nei giorni scorsi nella città di Bengasi, in Libia, subito smentiti dalle autorità libiche. O da quel che ne resta.
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Secondo l’ONU sarebbero circa 200mila le persone sono in fuga dal nord dell’Iraq, dove le feroci milizie sunnite della restaurazione mediavale basata sulla sharia hanno conquistato la città di Wana, dopo avere preso le città di Zummar e Sinjar, tutte nella provincia di Ninive a nord di Mosul.
La notizia è stata confermata dall’amministrazione autonoma curda.
I qaedisti, guidato dall’autoproclamatosi califfo Al-Baghdadi, hanno conquistato il campo petrolifero di Ain Zalah e la raffineria adiacente.
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(4 agosto 2014)
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