di Il Capo
Erano decine di migliaia in tuttta Italia, dieci città hanno celebrato sabato 28 giugno l’Onda Pride per ricordare che in Italia c’è ancora chi ha tutti i doveri, ma nessun diritto.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Venti righe sul La Repubblica online, di una superficialità devastante, liquidano la giornata con una galleria fotografica, anche questo giornalismo cialtronesco è discriminatorio, o forse anche loro non ne possono più di scrivere la stessa solfa, come le persone LGBTQI non ne possono più di promesse dejà vu, come Flavio Romani presidente di Arcigay, in un insolito moto di saggezza ha sottolineato.
Nemmeno i siti ghei approfondiscono granché la questione. Non ci danno numeri, forniscono fotografie, ma siamo nell’era del “selfie”, dell’immagine e degli slogan. Non stiamo poi a lamentarci di un presidente del Consiglio che usa gli stessi mezzi.
Cerchiamo e ci informiamo sul numero dei partecipanti, “ma davvero conta quanti eravamo?” ci risponde qualcuno. Rispoandiamo “noi pensiamo di sì”, ma magri ci sbagliamo. Sbagliamo sempre quando parliamo di ‘sta roba e ci accusano (e insultano), ma va bene così.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Archiviata anche la giornata dell’Onda Pride del 28 giugno ora si prosegue sulla strada del riconoscimento dei diritti tra gli annunci di Renzi che ci hanno stancato, perché prima dei suoi ne abbiam sentiti tanti, e quelli delle associazioni ghei, non meno stancanti.
Così va il mondo.
(29 giugno 2014)
©gaiaitalia.com 2014 diritti riservati riproduzione vietata
