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Renzi e Berlusconi si sono incontrati e (miracolo!) la sede del PD non è crollata

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Partito Democratico Bandieradi Giancarlo Grassi

In qualche modo si doveva di nuovo passare da lí, da un accordo con Forza Italia e con Silvio Berlusconi, un uomo capace di muovere 7/8 milioni di voti, un itnerlocutore impossibile da ignorare.

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Matteo Renzi ha rischiato, e sta rischiando, ripercorrendo il tentativo di accordo con Berlusconi su riforme istituzionali ampie, dopo che fu lo stesso Cavaliere a farle saltare per ben due volte nell’ultimo ventennio.

Si temevano fulmini e terremoti punitivi se il leader di Forza Italia fosse entrato nella sede del PD: miracolosamente, ore dopo l’incontro, la sede del PD è ancora in piedi e pare che qualcosa di serio si sia mosso.

Scrive Stefano Menichini, direttore di Europa, che “per la prima volta in vent’anni di bipolarismo, i due partiti maggiori trovano un accordo su una riforma ampia dell’intero sistema istituzionale, quindi non limitata all’urgenza della legge elettorale (…) Il lungo incontro al Nazareno non ha offerto assolutamente nulla al teatro e alla spettacolarizzazione (nessuna foto, nessun accostamento tra Berlusconi e il segretario del Pd e perfino l’edificio del Pd, impatto simbolico ridotto quasi a zero), in compenso ha avuto molta sostanza. L’accordo dichiarato da Renzi («profonda sintonia con Forza Italia») e confermato da Berlusconi è una cosa molto seria, molto ampia e molto ambiziosa. Stavolta non si vede l’interesse di Berlusconi a far saltare il tavolo: tutti notano (da sinistra con amarezza) il suo «rientro sulla scena», in più l’ampiezza del programma di riforma allontana la scadenza elettorale, che era uno degli obiettivi non dichiarati di un partito forzista sbandato (…) e questa riforma davvero prendesse corpo, il nuovo segretario del Pd assurgerebbe a poche settimane dall’insediamento al ruolo di deus ex machina dell’intero sistema politico, colui che è riuscito dove un’intera generazione di leader (che si ritenevano e si ritengono tanto più “solidi” di lui) ha fallito e anzi ha perduto credibilità e potere. Renzi potrebbe presentarsi all’opinione pubblica come colui che forza la mano, vince le resistenze della vecchia politica e consegna al paese un sistema istituzionale più leggero, più economico, più efficiente”.

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La rete è furiosa, Renzi è accusato di avere rimesso in gioco Berlusconi, come se quest’ultimo foss stato davvero fuori gioco e i nostri dubbi vanno al sistema elettorale che pare avvicinarsi al sistema spagnolo, sistema che conosciamo bene e che vi assicuriamo, ha punti ancora più oscuri del Porcellum tanto odiato.

Ora si vedrà di che pasta è fatto Renzi, dato che di Berlusconi conosciamo tutto, forse fin troppo.

 

 

 

 

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