Ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York hanno scoperto che la radioimmunoterapia (RIT) normalmente utilizzata per il trattamento del cancro, potrebbe rivelarsi utilissima nel “tracciare” la presenza dell’HIV nelle cellule infette.
“L’HIV oggi non uccide come ieri. Lo stigma continua a uccidere”: la battaglia culturale che l’Italia non ha ancora vinto
di Manuel Pirino La nostra società continua a vivere di stereotipi e modelli culturali ereditati dal Novecento. Nonostante... →
Gli attuali trattamenti infatti non permettono di eliminare completamente le cellle infettate dall’HIV ed impediscono loro di replicarsi, mentre la nuova scoperta potrebbe risolvere il problema, annientando l’HIV alla radice.
La radioterapia potrebbe rivelarsi utile perché in grado di attaccare solo le cellule infette lasciando intatte quelle sane risolvendo il problema più serio per chi lotta con l’HIV: una cura che distrugga il virus nelle cellule malate senza intaccare le cellule sane.
Per i ricercatori dell’Albert Einstein College la “radioimmunoterapia potrebbe uccidere le cellule infettate dall’HIV sia nel sangue che nel sistema nervoso centrale, offrendo un potenziale ineditonella cura dell’HIV”.
L’Italia e l’HIV: tra strumenti efficaci e silenzio istituzionale
di Effegi Nel 2024, l’Italia registra circa 2.500 nuove diagnosi di infezione da HIV, una cifra che, pur inferiore... →
[useful_banner_manager banners=18 count=1]
©gaiaitalia.com 2013 tutti i diritti riservati riproduzione vietata
[useful_banner_manager banners=41 count=1]
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)

