Sono stati allontanati stamane i rom che da anni vivevano in drammatiche condizioni igienico sanitarie in un’area di loro proprietà in via Selvanesco, nel Parco Agricolo Sud. L’Amsa ha provveduto alla demolizione delle baracche e l’area è stata messa in sicurezza.
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L’operazione di allontanamento fa seguito a un’ordinanza del Comune dello scorso ottobre, resasi necessaria visto che le famiglie rom abitavano in un contesto ambientale malsano, in mezzo a rifiuti pericolosi, con incendi appiccati per smaltire le numerose masserizie abbandonate. Le famiglie si erano appellate al Tar per evitare lo sgombero, ma il Tribunale non ha accettato il loro ricorso. Alle 48 persone del campo, tra cui 33 minori, è stata proposta l’ospitalità dei Centri di Emergenza Sociale, ma nessuno ha accettato l’offerta.
L’intervento di oggi è volto a risolvere la situazione di illegalità e degrado che dura da circa vent’anni in via Selvanesco. Discariche abusive, rifiuti abbandonati, roghi: una situazione che si è trascinata senza che siano mai stati presi provvedimenti radicali e risolutivi.
“Questo allontanamento – hanno dichiarato la vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris e l’assessore alla Sicurezza e Coesione sociale Marco Granelli – si è reso necessario anche per garantire e tutelare la salute di chi era lì accampato, in particolare dei minori. Si tratta di un’altra tappa del percorso di ripristino delle condizioni di legalità. Ora l’Amministrazione provvederà alla pulizia e alla risistemazione dell’area di via Selvanesco con la relativa messa in sicurezza. Il Comune vuole restituire all’agricoltura questa e le altre zone presenti nel Parco Agricolo Sud che sono in stato di degrado da molto tempo”.
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Su tutta l’area la Polizia locale non ha mai interrotto l’attività di controllo e indagine in collaborazione con le istituzioni territoriali coinvolte. Da segnalare, in particolare, quella che ha portato nelle scorse settimane a una condanna penale per mancata bonifica, con l’obbligo per il soggetto condannato di provvedere, pena il carcere e il pagamento delle spese della bonifica.
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