Il regime assassino voluto da Putin si dichiara sconcertato dall’uccisione di una prete di 75 anni che chiedeva ad alta voce la liberazione delle Pussy Riots e criticava ad altissima voce le gerarchie ortodosse corresponsabili della costruzione della nuova dittatura russa a marchio Putin.
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La polizia ha incolpato dell’assassinio -natürlich- un giovane squilibrato con problemi mentali che il religioso aveva ospitato per tre giorni. Il giovane si trova all’ospedale dopo che si è auto-accoltellato (il termine funziona poco, ma lo utilizziamo apposta per sottolineare quanto poco crediamo alla versione ufficiale).
Il prete, che era fatto di una certa pasta diciamo, aveva passato buona parte della sua giovinezza in un gulag per essersi opposto alla dittatura sovietica, e guarda caso, uno squilibrato ora lo ammazza.
E’ difficile non essere d’accordo con il blogger russo Andrei Kouraiev, che ha scritto “Hanno ammazzato l’ultimo prete libero del patriarcato di Mosca“.
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