E’ con colpevole ritardo che pubblichiamo la notizia della morte della trans colombiana ritrovata sul binario 10 della Stazione Termini di Roma un paio di giorni fa. Ci scusiamo. Con lei. Con la sua memoria. Con ciò che è stata.
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Per quanto ci si impegni non si è mai immuni dalla discriminazione e si è schiavi del tempo e della fretta. Non era la prima volta che la trans uccisa veniva pestata. Aveva problemi fisici. Le mancava una mano e camminava con fatica.
Anche lei, come tutti noi, cercava una vita migliore e qualcuno che le dicesse ti amo. E’ morta sola. I giornali lo hanno chiamato Andrea, che è un nome da uomo, ma solo in Italia. In Colombia è un nome femminile.
Dormiva da quattro anni alla stazione Termini. Aveva paura, lo aveva confessato a un giornale qualche mese fa. Aveva paura e aveva ragione.
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E sono furiosa.
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