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Partito Democratico: “Sanità in Piemonte. Con il centrodestra al governo assunzioni a picco”

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di Redazione Torino

Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, un aggiornamento dell’analisi dei dati riguardanti assunzioni e cessazioni del personale nelle Asl del Piemonte. Il primo esame risaliva al luglio 2022.

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“Il tempo passa e la situazione non cambia, anzi la nuova analisi fotografa un chiaro peggioramento su tutti i fronti, colmato con un aumento dei gettonisti cosi come ormai evidenziato dal dibattito generale – interviene il Presidente del Gruppo Pd Raffaele Gallo – E’ cambiata l’orchestra a livello nazionale, ma la situazione delle assunzioni in sanità continua a peggiorare. La prima legge di bilancio nazionale ha evidenziato un taglio dei fondi per la sanità proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario continuare ad investire. In generale, è evidente la mancanza della programmazione delle assunzioni di questa legislatura che volge ormai al termine. E’ inaccettabile che non si sia riusciti a pianificare almeno le assunzioni pari al turn over. Oggi abbiamo una sanità decisamente peggiore a causa anche dell’incapacità di prevedere le assunzioni in tutti gli ambiti, con evidenza ancora maggiore nel mondo degli amministrativi, un allarme che abbiamo lanciato più volte e che continua a essere inascoltato, ma che rischierà, nei prossimi mesi, di bloccare definitivamente la macchina sanitaria. Questi numeri fotografano il fallimento della gestione della sanità da parte della Giunta Cirio, realtà che i cittadini vivono, quotidianamente, sulla propria pelle e che oggi dimostriamo con i fatti. Inoltre, con l’introduzione di Azienda Zero si assisterà a una migrazione di risorse dalle Asl alla nuova Azienda a saldo zero dal punto di vista economico, ma non certo organizzativo e sostanziale: le Asl, infatti, saranno sguarnite di personale amministrativo, ma conserveranno le responsabilità. Dopo quattro anni e un’Azienda (Zero) in più nella sanità regna solo una grande confusione e sono i cittadini a farne le spese”.

“Il combinato disposto della mancanza di una vera programmazione e della scarsa convinzione di investire nella sanità pubblica – afferma il Vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Valle – ha prodotto il risultato che, per il terzo anno di fila, il sistema sanitario piemontese perde personale e non riesce neppure a compensarlo con le assunzioni a tempo determinato. Tutto ciò avrà come conseguenza un peggioramento dei servizi, delle condizioni dei pronto soccorso e dei tempi di attesa per visite ed esami. Pertanto, i cittadini piemontesi dovranno rassegnarsi a tirare fuori soldi o per rivolgersi alle strutture private o per andare a farsi curare in altre Regioni. E pensare che Cirio e Icardi avevano appena finito di brindare per essere riusciti nella “straordinaria” impresa di ridurre di ben un giorno (da 38 a 37) le liste di attesa! È ormai a tutti evidente come dietro all’“annuncite” della Giunta Cirio non vi sia nulla di concreto, perché continuano a non essere messe in campo le uniche vere azioni necessarie: l’assunzione di più personale e la riorganizzazione dei servizi attraverso un nuovo piano sociosanitario”.

“Si conferma un dato che abbiamo già rilevato lo scorso luglio: quando governa il centro-sinistra si assume personale, quando governa la destra, invece, non si sostituiscono nemmeno i pensionamenti – dichiara il Vicepresidente della Commissione Sanità e Segretario regionale Pd Domenico Rossi – Dal 2020 in poi i numeri parlano chiaro: il Piemonte perde personale stabile mentre aumenta la spesa per i gettonisti. Centinaia di milioni di euro utilizzati per tappare i buchi di una barca che affonda, anziché investirli in una ristrutturazione del sistema. Il bluff della giunta Cirio non regge più: non bastano gli annunci. Senza un piano straordinario di assunzioni, non più rinviabile, la sanità piemontese è destinata a peggiorare in termini di servizi e tempi di attesa. Non solo, non lasceremo altra alternativa ai cittadini che rivolgersi al privato negando così il diritto universale alle cure a chi non ha la possibilità di pagare le prestazioni. Chiederemo alla Giunta di rendere conto delle necessarie e dovute giustificazioni delle aziende sanitarie rispetto al saldo negativo delle assunzioni. Il re è nudo. La sanità pubblica racconta la società diseguale che la destra vuole costruire. Basta mettere insieme i pezzi: definanziamento del sistema sanitario e flat tax al governo e mancati investimenti a livello regionale. Il risultato drammatico è sotto gli occhi di tutti. Il contrario di quello che andrebbe fatto e che faremo costruendo un’alternativa”.

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(29 marzo 2023)

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