di La Lurida twitter@lalurida
Guarda signor Segretario, mio padre che è uomo umile usava sempre un’espressione tipo “L’hai fatta fuori dal vaso”, ecco te sei proprio da quelle parti lì. Mo come cz’hai pensato di metterczi Marini per far contento il Berlusca, cosa cerchi l’inciucio, cosa ti alleni a far partire il governo con i voti del Berlusca per far le Leggi coi 5 Stelle e andare al cesso con Sel.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Meno male che dici che vuoi un governo di cambiamento, cambialo quel partito di Vecchi che cz’hai, basta con gli inciuci che mentre scrivo c’hai fuori dal teatro dove è riunita la direzione del PD un sacco e una sporta di gente che non ne può più e che ti dice che Marini fra i maroni non lo vuole, che vuole Rodotà, mo per te, sicome l’ha selto Grillo, meglio gli italiani che han votato on-line, che facciam finta che ci sono così crediam anche che t’han votato spontaneamente a te quando eri oposto a Renzi, Rodotà è come la fuligzine negli occhi, che brucia, come quando ti vengono in un occhio, mo te di quelle cose lì non sai gnente.
Vota pure Marino, Pierluigzi e vedrai che casino. Ti bruci in un colpo solo
- le palle
- il partito
- la segreteria
- la poltrona
- e sarai anche Presidente del Consiglios e proprio ti preme, ma senza il cambiamento che volevi
inimicandoti i cittadini del M5S che non ti daranno l’appoggio qualsiasi cosa tu dica dal dopo elezioni in poi. Siete vecchi Pierluigizi, mi dispiacze per te, perché te sei bravo. Ma siete così schiavi di voi stessi che pensate di potervi parlare solo tra voi. Quel tempo lì è finito. Se te ne acorgzi anche è meglio.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
