Dicono che Bersani stia facendo sul serio sul conflitto di interessi, lo dice l’Unità con una certa -tristemente conosciuta- enfasi, e lo scriveva ieri il quotidiano del PD, Europa.
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Secondo il quotidiano fondato da Gramsci il PD “fa sul serio su materie come conflitto di interessi e incandidabilità e Berlusconi invoca la piazza”.
Pier Luigi Bersani ha messo nero su bianco la proposta del partito sul conflitto di interessi che abrogherebbe la legge Frattini del 2004 e introdurrebbe norme molto più restrittive.
Il testo, informa ancora l’Unità, prevede di ampliare le norme sul conflitto di interessi e sui controlli a tutti i titolari di cariche di governo, nelle Regioni e negli enti locali, ai componenti delle Autorità indipendenti ed estendere l’incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società.
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La proposta di Bersani prevede anche più poteri di intervento all’Antitrust sui conflitti di interesse, il mandato irrevocabile a vendere per evitare la sanzione della decadenza, un nuovo sistema di sanzioni e di controllo applicabile anche alle cariche ricoperte attualmente, l’impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in Parlamento, nei consigli regionali, negli enti localie l’abbassare o eliminare i limiti di pena che danno luogo a incandidabilità.
Ora c’è solo da sperare che i risultati siano migliori di quelli che ottenne Massimo D’Alema con la famosa Bicamerale.

