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Le interviste di Gaiaitalia.com: Tommaso Giuntella, “Oltre quel 24 febbraio ci aspetta la primavera”

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TommasoGiuntella01di Maximiliano Calvo

Tommaso Giuntella, 28 anni, consigliere municipale nel Municipio XVII di Roma con delega alle Politiche Giovanili. Componente della direzione regionale del Partito Democratico del Lazio, è segretario del circolo Pd “Mazzini” di Roma. E’ programmista regista nel settore della Rai, dove si è occupato di testi, social media, videomaking e editing nei progetti Nuovi Talenti, Rai Lab, Musei in musica. Ha accettato di rispondere alle nostre domande.

L’intervista:

Cosa ci fa un ex boyscout dal sorriso assassino in un covo di ex-comunisti?

Così mi fa subito sorridere. Cosa ci faccio? Lo scoutismo è una scuola di vita, si impara a stare con gli altri vivendo delle avventure che raramente un giovane avrebbe l’occasione di vivere altrimenti. Il gioco, l’accampamento, la vita organizzata autonomamente, la strada, le montagne, sono tutte occasioni per vivere sulla propria pelle l’accoglienza, la condivisione, la solidarietà, la responsabilità di essere persone libere dentro una comunità più grande. I miei educatori, ma anche solo le situazioni avventurose in cui ti ritrovi nello scoutismo, mi hanno insegnato a condividere il pane, a camminare ad un passo sostenibile per i più deboli, ad aiutare gli altri in ogni circostanza, a mettere il bene del gruppo davanti al destino personale. Ho ritrovato questa stessa esperienza di comunità e di crescita personale nella sezione della Sinistra Giovanile che mi accolse nell’ormai lontano 2000. Avevo voglia di un luogo in cui mettere in gioco la mia formazione e contaminarla positivamente. Da allora ho conosciuto tante persone venute dalla grande storia del PCI e tante altre che l’avevano solo sentita raccontare. In comune avevamo però tutti quella stessa idea. Che la società che abbiamo in mente è migliore perché è vista con gli occhi dei più deboli. Di chi lavora, di chi tra di noi fa più fatica a realizzare le proprie speranze.

Una domanda che rischia di esser già vecchia nel momento in cui viene scritta: Vox Populi Vox Gay parla di un veto del segretario Bersani ai candidati LGTB nel listino, può illuminarci sulla sacra questione?

Per quanto ne so io non è così. Non c’è alcun veto da parte sua. Mentre vi scrivo si stanno svolgendo tanti colloqui non con Bersani, ma tra tutti gli esponenti, come è giusto che sia in un partito grande e rappresentativo come il nostro. Immaginate cosa significa tenere conto di un corpo di seicentomila iscritti e un milione e duecentomila elettori delle primarie per i parlamentari. Per quella che è la mia testimonianza personale il segretario si è sempre confrontato con coraggio con il mondo LGTB e ha sempre ribadito la necessità di recuperare su un fronte in cui siamo troppo distanti rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea.

Se fosse vero non sarebbe una gran perdita lasciare l’On. Anna Paola Concia fuori dal parlamento, dato il gran lavoro fatto su questo tema nella passata legislatura?

Conosco e stimo l’on. Concia e mi auguro che possa continuare a dare il suo prezioso contributo al Paese e al Partito democratico sia dentro che fuori del parlamento.

PD e Sel vengono attualmente dati attorno al 40%, ammettendo che si vincano le elezioni con questo consenso PD e Sel rischiano di non avere la maggioranza in Senato se si perde in Lombardia (dando per perso il Veneto), è stato fatto tutto il possibile per eliminare il Porcellum?

Come sapete il Porcellum è nato nel 2005, sul disastroso finale dell’esperienza del Berlusconi III. Quella legge non fu fatta tanto per introdurre le liste bloccate quanto per impedire a chiunque non fosse Pdl e Lega di vincere veramente le elezioni. E’ stato un colpo di mano senza precedenti, una cosa di una gravità inaudita. Il Pd ha fatto tutto quello che poteva fare nella sua posizione di minoranza, ha proposto una legge elettorale considerata la migliore possibile, ha poi proposto numerose mediazioni. Purtroppo l’aula che doveva votare questa legge era la stessa del 2008, con una maggioranza Pdl e Lega che si è ritrovata coesa nel rifiutare qualunque riforma non avesse favorito la loro disastrosa posizione. Per l’ennesima volta abbiamo subìto l’arroganza della vecchia destra italiana.

La sinistra è specializzata nel perdere elezioni già vinte, farete tutto il possibile anche stavolta?

Questa elezione non ha precedenti. Il Pd è nato per quella necessità di fulcro e di sintesi nel centrosinistra, e per questo la coalizione Italia Bene Comune si presenta con una Carta d’Intenti che sancisce il perimetro dell’azione comune della coalizione. Faremo semmai tutto il possibile per raggiungere il miglior risultato possibile e partiamo dal conforto di tre milioni e duecentomila elettori che già hanno deciso di credere in questo percorso.

Se le chiedessimo una buona ragione per votare il Suo partito cosa ci risponderebbe?TommasoGiuntella02

Il Pd è l’unico partito che non appartiene ad un leader, ma alla sua gente. Ai suoi iscritti e militanti innanzitutto, ma anche ai suoi elettori, continuamente chiamati ad essere partecipi della sua vita. Votare Pd significa premiare una comunità politica, un collettivo che sta lavorando da tre anni su tutti i fronti sui quali bisogna risvegliare questo Paese. Abbiamo migliaia di circoli, abbiamo fatto forum, assemblee, incontri, discussioni e in questi luoghi di partecipazione e confronto abbiamo forgiato un programma che è figlio del contributo di tutti noi. Abbiamo un’idea di Paese moderno, liberato, progressista, che riparta prima di tutto dalla moralità, dal lavoro e dai diritti.

E se glielo chiedessimo un’altra volta ci darebbe una seconda buona ragione?

Perché l’Italia ha bisogno di una grande forza che si ponga al centro della coalizione progressista, che sia incoraggiata da uno splendido successo per promuovere la sua idea di Paese e di Europa. Non a caso stiamo incontrando continuamente i principali partiti socialisti e democratici dell’UE. Perché stiamo costruendo un futuro in cui non dovremo più guardare da lontano gli altri paesi d’Europa, ma possiamo farlo solo se incoraggiamo da ogni parte le grandi forze che stanno promuovendo da Lisbona a Tallinn la stessa idea.

Perché le persone omosessuali di questo paese dovrebbero fidarsi del PD che come partito ha fatto assai poco per i loro diritti nelle passate legislature?

In realtà il Pd non ha mai governato in alcuna legislatura, ha però promosso un percorso di discussione condivisa che ha portato alla posizione comune sul tema dei diritti delle persone omosessuali. E Bersani lo ha ribadito più volte a nome di tutti i democratici. Inoltre abbiamo fatto firmare a quei famosi tre milioni di italiani un testo che dice questo: Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico. È inoltre urgente una legge contro l’omofobia. Oltretutto abbiamo detto che il modello tedesco è quello al quale puntiamo.

Anche se Lei considerasse che ha fatto abbastanza, non trova che poteva farlo meglio?

Trovo che finché nel mio Paese ci sarà qualcuno che si sente discriminato o che non può dire che per sé l’art.3 della Costituzione sia attuato ci sarà sempre da fare. Ma nutro speranza sul fatto che questa volta sono cambiate tante cose e siamo sulla strada giusta.

Come vede il futuro politico di questa Italietta ancora stretta tra modernità e medioevo?

Sono convinto che sia necessario riscrivere alcune regole del gioco perché lo spettacolo in campo negli ultimi anni è stato riprovevole. Scriviamo le regole insieme a chi sente questa stessa esigenza e quando rimetteremo la palla al centro sono sicuro che sarà tutta un’altra partita.

Dato che lo spread non esiste, l’inflazione nemmeno e i problemi economici neanche, che cosa ci state a fare tutti lí a scannarvi per una poltrona, non sarà per fame, immagino…

Lo spread esiste. Anzi, ne esistono tanti. Abbiamo parlato di quello dei diritti civili, ma ci sono i diritti dei lavoratori, l’occupazione (in particolare giovanile e femminile), il digital divide, il sistema di tassazione, l’istruzione, l’università, la ricerca, la formazione, la burocrazia, la giustizia, le energie rinnovabili, l’ambiente, il servizio pubblico di informazione… vogliamo andare avanti? Ci sono tanti fronti sui quali dobbiamo combattere per ridurre le distanze e le diseguaglianze. Per farlo c’è bisogno di tante democratiche e tanti democratici che portino le loro competenze su tutti questi settori a servizio della nostra idea di Paese moderno ed europeo. Ecco perché ci vuole tanto tempo per comporre le liste. Io nemmeno ci sto lì. Finito di rispondervi me ne andrò a correre, poi alla mia riunione in parrocchia (eh si ^_^ ), (nessuno è perfetto, caro Giuntella ndr), poi una birra con l’amico ricercatore di matematica che riparte per la Francia, poi domani in Municipio e sul mio posto di lavoro. Domani sera la nostra Direzione Nazionale, che rappresenta tutti gli iscritti, ci dirà quali sono le liste dei nostri candidati, quelle che hanno riscontrato essere le migliori possibili.

Ci lasci con due parole di speranza…

Diamoci da fare tutti insieme. Sarà una bella cavalcata, faticosa, ma oltre quel 24 febbraio ci aspetta la primavera.

Tommaso Giuntella è dal 2008 Consigliere Municipale nel Municipio XVII di Roma con delega alle Politiche Giovanili. E’ segretario del circolo “Mazzini” di Roma. Giuntella è stato presidente della Commissione Nazionale di Garanzia dei Giovani Democratici. Ha seguito la comunicazione e i social media nelle campagne elettorali per il capolista del Pd nel collegio “Centro” alle Europee 2009, per il candidato sindaco del centro-sinistra alle elezioni per il Comune di Roma nel 2008 e per il “Comitato 14 ottobre” per le primarie del Pd nel 2007. Ha partecipato alla prima edizione di Officina politica, scuola annuale di formazione politica del Partito democratico. Giuntella collabora con i propri articoli a Europa e l’Unità, a riviste dell’associazionismo cattolico e alla rivista di musica folk Lineatrad. E’ socio della casa editrice “Il Margine”. Ha ideato e condotto trasmissioni per le web-radio Uniromaradio e Radio Vortice. Ed è il frontman, banjo e armonica dell’orchestra folk Rise Up Singing. E’ membro dell’Agesci, nella quale ha ricoperto incarichi educativi dal 2004 ad oggi.

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