Il voto con cui il 20 dicembre 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, con una maggioranza schiacciante, la risoluzione in favore di una moratoria sull’uso della pena di morte dimostra, per Amnesty International, il crescente sostegno globale verso l’obiettivo abolizionista.
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Nella quarta risoluzione approvata dall’Assemblea generale dal 2007, 111 paesi hanno votato a favore (due in più rispetto al 2010), 41 hanno votato contro e 34 si sono astenuti.
Tra i paesi che per la prima volta hanno votato a favore figurano Ciad, Repubblica Centrafricana, Seychelles, Sierra Leone, Sud Sudan e Tunisia. Indonesia e Papua Nuova Guinea sono passati dal voto contrario all’astensione.
Invece, Bahrein, Dominica e Oman, che in occasione della risoluzione del 2010 si erano astenuti, stavolta hanno votato conto mentre Maldive, Namibia e Sri Lanka hanno deciso di astenersi anziché confermare il loro voto positivo.
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“Questo voto conferma che c’è una chiara tendenza globale volta a fare a meno della pena di morte. Oggi, 140 paesi sono abolizionisti per legge o di fatto. Sebbene non vincolante, il voto dell’Assemblea generale esprime la volontà della comunità internazionale e manda un forte messaggio al mondo attraverso il suo organismo mondiale” – ha dichiarato José Luis Díaz, rappresentante di Amnesty International presso le Nazioni Unite a New York.
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