
Secondo una intervista che uno dei leader della formazione islamista moderata tunisina uscita con la maggioranza relativa dalle elezioni dello scorso 23 ottobre ha rilasciato a una agenzia di stampa spagnola,
Corte europea dei Diritti Umani: ricevuti i ricorsi contro l’Italia sul mancato arresto di Almasri
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il partito Ennahda non farà nulla che possa compromettere la vita quotidiana dei tunisini. Rispetterà l’uguaglianza tra donne e uomo e lavorerà per una maggiore integrazione della comunità omosessuale attualmente malvista dalla popolazione, fortemente laica e occidentalizzata. Sono parole che fanno nascere dubbi sulla loro veridicità innanzitutto perché non si parla di abolire la legge che condanna a pene dai tre ai cinque anni chi consuma rapporti omosessuali (le relazioni omosessuali sono diffusissime nel Paese, anche se il concetto dell’orientamento sessuale, così come lo conosciamo in Occidente è sconosciuto). E’ evidente che se si trattasse di verità, e lo vedremo nei prossimi mesi, sarebbe una nuova prova del ”miracolo” tunisino.
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