
Sono stati giorni di gay pride in tutto il mondo: migliaia di persone per le strade a Lima, decine di migliaia in Argentina, quattro milioni a San Paolo, un milione e mezzo a Toronto, il consueto trionfo di civiltà e allegria
Rohingya, secondo MSF: “Il ritorno in Myanmar non è sicuro né praticabile”
Il programma di rimpatrio della Malesia di circa 1.500 rifugiati del Myanmar, tra cui anche persone rohingya, è... →
al gay pride di Madrid, il successo dell’Europride, i centomila di Milano. Potremmo continuare a lungo. Ci ha stupito nemmeno più di tanto leggere i commenti acidi e inaciditi, di gentaglia il cui solo merito è quello di sapersi vendere per farsi eleggere, che parlano delle marce dell’orgoglio gay come di attentati alla civiltà, quando ci vanno leggeri. Sappiano, questi incolti e inutili cialtroni accecati dal loro potere temporale e transitorio, che se tutte le manifestazioni fossero civili e allegre come i Gay Pride, se i cortei dell’Orgoglio non fossero messi a dura prova dai fanatici che la gente come loro ha il dovere di crescere, se nelle rivendicazioni – sacrosante! – di ogni minoranza esistesse lo stesso senso civico, la stessa civiltà, lo stesso rispetto per l’altro che si respira nei gay pride, il mondo sarebbe un’altro mondo. Più civile e più pacifico. Ma è proprio ciò che questa gente non vuole: che la Pace sia un fatto.
Chiuso l’account Donorbox per le donazioni a Palestine Action Italia
È successo di nuovo, ma questa volta più in grande. Dopo che l’anno scorso era stato il governo... →
