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Leggi l'articolo →Beni per oltre 150 milioni di euro sono stati confiscati ad un 72enne di Cinisi (Palermo) che ĆØ risultato essere un prestanome dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
LāattivitĆ investigativa svolta dallāufficio Misure di prevenzione patrimoniali della questura di Palermo, ha permesso di ricostruire lāintricata rete di collegamenti, diretti o indiretti, tra i beni confiscati e la testa di legno della mafia. Lāindagine ha puntato in particolare a verificare la sproporzione esistente tra il patrimonio disponibile dellāuomo e il relativo profilo economico e finanziario, anche tenendo conto dei suoi numerosi prestanome e fiduciari, reclutati principalmente nel suo nucleo familiare.
Il patrimonio confiscato ĆØ costituito da numerosi beni immobili e aziende operanti nel settore edile, dei trasporti, dellāestrazione di materiale da cava e del turismo, oltre a diversi conti correnti, depositi postali e titoli. Tra i beni anche una cava, terreni, complessi industriali di oltre 50mila metri quadrati e una grossa struttura alberghiera in una rinomata localitĆ turistica siciliana.
Lāindagine trae origine da unāulteriore attivitĆ investigativa svolta nel 2002 nei confronti della persona che gestiva lāingente patrimonio dellāallora latitante boss Bernardo Provenzano. Dallāesame del materiale sequestrato emerse che proprio lāuomo che oggi ha subito la confisca, aveva contatti con molti personaggi di rilievo di Cosa Nostra, tra i quali proprio Provenzano e Lo Piccolo.
Nel 2008 il tribunale di Palermo emise un provvedimento di sequestro relativo proprio al patrimonio che oggi ĆØ stato oggetto di confisca.
(22 maggio 2020)
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