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Quelli che finalmente “una televisione libera” soltanto perché sono tornati a lavorarci

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di E.T. #Televisione twitter@iiiiiTiiiii #gaiaitaliacomnotizie

 

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Sabina Guzzanti, eccellente attrice ed autrice teatrale, grande caratterizzatrice e fustigatrice del malcostume altrui; meno disposta – si ha l’impressione, ma è sicuramente errata – ad essere messa in discussione, plaude in un articolo sul giornale di dio alla dichiarazione di Carlo Freccero che vorrebbe far rientrare Daniele Luttazzi in televisione, in nome di una televisione libera [sic]. Perché la libertà della televisione pubblica passa, naturalmente, attraverso Freccero e non eliminando la colonizzazione politica e la lottizzazione (da quanti anni Freccero è in Rai)?

Anche Carlo Freccero, eccellente professionista e grande conoscitore del mezzo televisivo, genuflesso al grillismo del quale ha sicuramente sposato le inesistenti tesi per passione e non per opportunismo fa una dichiarazione fallace. Al pari di Guzzanti, anche Freccero ritiene che la televisione libera passi dall’avere o meno qualcuno in tivù proprio mentre il suo partito di riferimento, che sulla Rai ha voluto mettere le mani da subito, attacca Fabio Fazio in tutti i modi e per ragioni che poco hanno a che fare con quella televisione libera della quale Freccero e Guzzanti (in rigoroso ordine alfabetico) si riempiono la bocca.

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I paladini della televisione libera che la presunta libertà valutano a seconda della loro presenza o meno nei palinsesti o nei gangli del potere, ci sono sempre piaciuti poco. Soprattutto quando, quasi contemporaneamente ai deliri di Freccero Guzzanti sulla televisione libera [sic], i comici LucaPaolo, rei di avere preso in giro il “ministro dell’incompetenza” Toninelli vengono cacciati da Rai2.

 




(4 dicembre 2019)

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