di Giovanna Di Rosa
Il violentatore della tassista romana, che non contento dopo la violenza sessuale l’aveva anche derubata, è un 30enne romano scovato dalle forze di polizia a casa dei nonni, che ha confessato dicendo di essere stato “vittima di un raptus” e via e via… L’uomo, scrive Repubblica, ha precedenti legati alla specificità dei reati commessi ai danni della tassista.
Sottolinenando la brutalità e l’inumanità del reato che il 30enne italiano e romano ha perpetrato nei confronti di una donna che stava facendo il suo lavoro, ci chiediamo – polemizzando consapevoli di farlo – come mai le Destre italiane, Salvini, Meloni, Alfano, Giovanardi, non abbiano aperto bocca sulla questione: come mai non si siano scagliati con la violenza che avrebbero usato in altre circostanze e che ben conosciamo contro il 30enne violentatore italiano e romano (ha un nome ed un cognome, ma citarlo sarebbe considerarlo umano).
In corso presso l’Archivio di Stato di Pesaro la mostra dedicata ai grandi uomini della cultura scomparsi nel 2020
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Sarà apologia di maschismo a tattico mutismo pre-elettorale (non vorremo offendere il machismo dell’italico fascistoide…) ?
Non osiamo nemmeno immaginare quale putiferio avrebbero sollevato se per caso il violentatore fosse stato straniero e magari, a causa di una legge folle chiamata Bossi-Fini, clandestino.
(11 maggio 2015)
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