Il governo Meloni ha fallito un altro dei suoi obbiettivi, probabilmente l’unico che aveva un senso per il paese e che poteva far uscire l’Italia da questi quattro anni d’impasse e di crescita zero virgola pochissimo, ma sono riusciti a fallire anche in questo. Non che stupisca. Pensate che trionfo: quattro anni di austerità, una pressione fiscale ai limiti della sostenibilità, misure e misurette, tagli promessi e mai realizzati, sceneggiate da scuola media sulle accise, panzane e contorni, e il dito puntato perennemente contro chi c’era prima. E anche stavolta il copione non è cambiato. Dopo avere fallito anche su quest’ultimo fronte il governo dei miracoli meloniani riesce a dire, per bocca della presidente del Consiglio, che la colpa è del Superbonus che non è certamente stato gestito come si doveva, e del Conte Due che ha lasciato in eredità 209mld di euro di PNRR che questo governo ha buttato nel cesso.
Dunque dopo quattro anni in cui Meloni e allegra brigata sono riusciti a fallire tutti gli obbiettivi che si erano proposti, compreso il trasformare l’Italia nell’Ungheria di Orbán, la presidente che è anche un po’ vostra madre non trova di meglio che incolpare chi c’era quattro anni fa come se lei e la sua allegra brigata non avessero avuto tutto il tempo per fare cose buone. E invece ha fatto tonf! su tutti i fronti: dall’economia alla lotta all’immigrazione clandestina (non ci sono mai stati così pochi rimpatri); dall’abolizione delle accise al vassallaggio nei confronti di Trump; dal controllo dei conti all’inflazione; dalla mancanza di controllo delle tasse, sempre più alte; dall’incapacità di tenere sotto controllo persino i suoi, per chiudere con il restare dentro la procedura d’inflazione per un misero decimo.
Non glien’è andata bene una a Meloni e del resto, non siamo stati fortunati [cit.]. Pensa invece gli Italiani che culo hanno avuto.
Congiuntura sfortunata, diciamo.
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