“Prima di dare la parola al relatore vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni.
Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare – particolarmente da parte delle altre istituzioni – nei confronti di questa istituzione.
Ti potrebbe interessare:La Farnesina scopre l’acqua calda: “Esagerazioni sull’Italia”. Lo scopre ora che ci chiudono fuori dalle frontiere
Leggi l'articolo →Istituzione non esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario.
In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica – più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole.
In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza.
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Leggi l'articolo →Nell’interesse della Repubblica.
La parola al Consigliere relatore della proposta”.
Queste la parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che per la prima volta in undici anni di mandato è intervenuto a una riunione ordinaria del CSM, in un passo tanto politico quanto neutrale, dopo che Nordio sta scatenando la sua guerra personale contro le istituzioni così come le conosciamo (il referendum va ad intaccare un articolo della Costituzione che riguarda direttamente i poteri del presidente della Repubblica, ma questo non ve lo dicono).
(18 febbraio 2026)
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