di Paolo M. Minciotti
Lo speciale deciso dal NOVE dicasi puntata speciale di Che Tempo Che Fa dedicata ad Ornella Vanoni a poco più di un mese dalla morte, e chiamato Ornella Senza Fine, ha radunato 1.702.000 spettatori con il 10.5% (con il backstage a 757.000 e il 9%) confermando il conduttore e la fedele Luciana Littizzetto come gli unici transfughi usciti dalla Rai per approdare su un nuovo canale portando con loro tutto il pubblico (a volte qualcuno in più a volte qualcuno in meno) che li seguiva già sulle vecchie reti.
Ma dati d’ascolto a parte, il bellissimo programma ha confermato – al di là delle antipatie-simpatie personali (personalmente non vado a letto con Fabio né ci andrei mai) – che il conduttore-autore-imprenditore non solo di se stesso, è forse il più abile costruttore di format televisivi originali del nostro paese e dimostra, ad ogni nuova idea che porta (pur non avendone bisogno), la bontà del pensare e mettere in scena con semplicità.
I 120 minuti(più i backstage) del programma sono stati un piacere per l’orecchio e per lo sguardo: eccellenti le performance, intelligenti le trovate e la meravigliosa presenza di Ornella Vanoni che nemmeno lei se lo sarebbe aspettato di essere così amata.
Ed è meravigliosa una televisione così: che non rimbambisce, ma propone; che non rincretinisce le inutili teste di troppi vendendo sogni, ma si costruisce con quello che c’è. E quello che c’è è tanto: Cochi Ponzoni, Paolo Jannacci, Maria Amelia Monti, Loredana Bertè, il Piccolo di Milano, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi, Ale & Franz, Lella Costa, Marina Massironi, Enrico Bertolino, Marco Mengoni, tutto un teatro che canta “Ma mì…”, un’orchestra di archi in studio da pelle d’oca, e poi Malika, Arisa, Elisa, Mahmood e tutti gli altri che ci stiamo dimenticando oltre ai due conduttori, sempre in coppia, Fazio e Littizzetto ad omaggiare una donna che hanno, certamente, profondamente amato.
Commovente, in alcuni punti, ma non strappalacrime come certe robe del sabato sera che inchiodano allo schermo chi deve riempirsi una vita con le disgrazie altrui dal lieto fine, pendendo dalle labbra di quelli che si eleggono a salvatori della patria. E poi lei, alla fine, l’Ornella Vanoni che splendente e sorridente canta “Musica, Musica”.
E sembrava di non averla ascoltata mai.
(19 gennaio 2026)
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