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Il ministro che “le auto elettriche si incendiano” a Pechino per parlare di auto elettriche

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L’ora ministro delle Infrastrutture Salvini e della Mobilità Matteo Salvini, dichiarava nel 2023 a Sky, prontamente ripreso da Repubblica, di avere sentito “alcuni vigili del fuoco” forse tre o quattro, parlare “del fatto che le batterie elettriche prendono fuoco più velocemente di altri tipi di alimentazione”. Poi aggiungeva dell’altro, ma la boutade era lanciata con corollario dei soliti “non so se, ma…”.

Mattia Feltri su La Stampa l’aveva definito “inesausto generatore di opinioni pret-a-porter” (il riferimento era a un incidente a un bus accaduto in quel periodo, incidente anche serio sulle quali le destre si era lanciata come d’abitudine) e va considerato che nel 2023, siccome Meloni e Musk non avevano ancora stretto amicizia [sic], l’auto elettrica era considerata di sinistra.

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Salvini è quello delle opinioni che durano quattro ore figurarsi cosa può succedere in due anni: ecco infatti, come ineffabilmente il sito del MIT riporta, Salvini in Cina ad incontrare “i vertici del gruppo automobilistico BYD, leader cinese e mondiale nella produzione di veicoli elettrici” perché siamo ai fatti non pugnette di romagnola memoria.

Il sito del MIT scrive poi che “Il ministro Salvini ha evidenziato le potenzialità del contesto italiano auspicando il rafforzamento della presenza del gruppo in termini produttivi oltre che distributivi. Il Ministro ha ribadito la necessità di assicurare la neutralità tecnologica, in modo da aprire il mercato a tutte le opportunità senza forzature nei confronti del consumatore. Il riferimento è alla scelta europea di mettere al bando i motori tradizionali dal 2035″.

Insomma è andato in Cina per non dire niente, proprio come fa quando sta in Italia e il MIT non scrive niente, ma lo scrive benissimo.

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(16 luglio 2025)

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