di Paolo M. Minciotti, #LGBTIQ+
Scrive Il Messaggero che secondo la Suprema Corte definire qualcuno “frxxxo” è diffamazione. Secondo la sentenza, che conferma una condanna per diffamazione nei confronti di un imputato transessuale processato dalla Corte di Appello di Milano e ritenuto colpevole con verdetto del 9 gennaio 2020, non si può sostenere che la “coscienza sociale” è cambiata e accetta di buon grado questo epiteto come se non avesse alcun “carattere ingiurioso”.
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(22 maggio 2021)
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