Non era vero niente. No, non ci si riferisce al video amatoriale con il quale Meloni fingeva di scagliarsi contro il caro-carburante ad uso gonzi, non era vero proprio lo strombazzato abbassamento delle tariffe del carburante lanciato da Eni con conseguenti apparizioni televisive in veste di patrona dei miracoli della presidente del Consiglio con codazzo di abbassamento dei prezzi al seguito voluto da altre compagnie folgorate sulla via dell’altruismo [sic]. Non era vero niente. Sono finiti i soldi e quindi stop alle accise e aumento del diesel di 6 centesimi: da 2,19 a 2,25 euro al litro.
E’ la nuova fiera della panzana a buon mercato; il trionfo del raccontiamola come viene che dopo avere caratterizzato tutta la campagna elettorale meloniana pre-vittoria del 2022, dopo avere costruito una realtà virtuale per cinque anni di governo a suon di racconti su realtà inesistenti, a suon di tasse abbassate (43,5%, mai state così alte), a suon di un’Italia che non c’è. E’ il disperato tentativo di non perdere le elezioni casomai non bastasse la nuova legge elettorale-truffa studiata per chiudersi dentro il Parlamento e lasciare fuori tutti gli altri e nel caso il raccontarla da sei reti televisive nazionali, un numero imprecisato di quotidiani, web radio e network radiofonici nazionali, non bastasse.
Lei è sempre lei. La presidente del Consiglio-Zelig: quella che recitava “Noi vogliamo che le accise vengano progressivamente abolite”. Era la prima tappa della fiera delle bugie a buon mercato ad uso gonzi.
La voce di Meloni registrata come marchio sonoro presso l’EUIPO
di Giovanna Di Rosa Il 5 ottobre 2026, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha registrato ufficialmente la... →
(6 ottobre 2026)
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