Piantedosi vuole altri sei Cpr, e li aprirà, a quanto pare, in Trentino Alto Adige, Calabria, Campania, Emilia Romagna e Toscana. Perché il furore è tale persino quando non serve. Nel frattempo, e a proposito di furore, mentre al Viminale devono credere che Ceuta confini direttamente con la Lombardia, il ministro dell’Interno ha annunciato che restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna, decisione maturata dopo avere sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere riunitosi nella mattinata del 30 settembre.
La nuova proroga, insensata come le precedenti secondo chi scrive, durerà altri 15 giorni per non scoprire niente come nelle tranche di 15 giorni precedenti, sulla base della “situazione attuale nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”, exclave e criticità che distano ben 2.800 chilometri dall’Italia e ignorando che da Ceuta, va ripetuto perché questo nostro quotidiano è nato proprio da quelle parti e conosciamo la zona a menadito, che è una specie i fortezza circondata da reti e sistemi di sicurezza sofisticati, non si esce senza documenti regolari. Come dimostrano i minori marocchini ancora nell’exclave a Ceuta si entra, ma non si esce. Si spera che prima o poi il Viminale decida di rendere noti i risultati dell’irrigidimento ideologico contro la Spagna in termini di numeri e di persone arrestate provenienti certamente da Ceuta.
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(30 settembre 2026)
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