Scatta da lunedì 28 settembre il tetto al prezzo dei carburanti nei punti vendita Eni ed Enilive su tutto il territorio nazionale, anche in autostrada, la misura spontanea [sic] avrà una durata di 30 giorni e poi si vedrà perché se c’è un’incognita certa, quella è il futuro. Nelle stazioni di servizio del colosso petrolifero partecipato dallo Stato, la benzina costerà al massimo 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 (nella mattinata del 27 settembre sulla rete stradale nazionale la verde viaggiava a 2,159 e il diesel a 2,377 euro al litro, mentre in autostrada il gasolio corteggiava pericolosamente i due euro e mezzo.
Dopo l’annuncio di Eni, è arrivato anche quello di Ip (di proprietà del gruppo azero Socar) che a sua volta si è impegnata a fissare un tetto ai prezzi di vendita di benzina e gasolio, senza specificare la data di inizio o l’ammontare dello sconto, ma è certo che l’iniziativa di Socar partirà da tutti i distributori a marchio Ip (4.575 punti vendita in tutta Italia, inclusi partner e gestori convenzionati) e potrebbe essere estesa anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale.
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Anche in questo caso non sono mancati i necessari salamelecchi da Palazzo Chigi alla munificenza del presidente azero che deve avere caldeggiato l’iniziativa – e anche in questo caso è difficile credere che il governo italiano ne fosse all’oscuro.
Dunque dal 28 settembre la rete Enilive, società controllata dal gruppo Eni e che eroga poco più del 20 per cento del carburante dell’intera rete italiana, praticherà gli sconti. Nei prossimi giorni dovrebbero seguire le pompe Ip, mentre da Q8, Esso e Tamoil, tutto tace. Per il momento. Ma i miracoli sono sempre dietro l’angolo. Naturalmente i piccoli distributori non hanno escluso di intraprendere azioni di tutela. Perché il portafoglio del cittadino è sempre l’oggetto del desiderio, da qualunque parte lo si guardi.
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(27 settembre 2026)
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