Nuova misura strumentale e confusa della presidente del Consiglio che inaugura il nuovo corso della scuola italiana: il corso cattivista ad uso elettorale per dire a Vannacci che in fondo loro due non sono così diversi e un punto d’accordo alla fine si troverà. In tutto questo a pagare saranno i bambini. E le minacce sono serie: quella di venire separati dai genitori, o meglio tolti alla famiglia se i genitori non studieranno l’Italiano, e affidati ai servizi sociali ma poi la minaccia rientra e si passa alla multa da 200 a 1000 euro per chi sgarra (nessuno pagherà perché nessuno controllerà, è la solita italiana).
Sarebbe stata solo la più barbara tra tutte le misure minacciate dal Governo Meloni che vanno dal tetto agli stranieri (che c’era già), al divieto di travisamento in classe, a più fondi per il potenziamento linguistico (con quali fondi), ai corsi di italiano per i genitori dei bimbi che faticano con la lingua e sanzioni economiche per chi vìola le norme. Siamo al pan-normismo senza nemmeno sapere chi controllerà in nomine Meloni che tutto vada come deve andare.
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Questo accade mentre la scuola italiana è fatta a pezzi dalla mancanza di fondi, dalla carenza di insegnanti, dagli edifici fatiscenti, dalle strutture che cadono a pezzi, da programmi fumosi che non preparano alla realtà di tutti i giorni. Ma per la premier Meloni la priorità la presenza di studenti non italofoni che non potrà superare, dall’anno scolastico 2027/2028, la soglia fissata al 30 per cento nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore, senza nessuna distinzione fra cittadini dell’Unione europea ed extracomunitari.
Perché nostra signora dei miracoli mancati non vuole apparire come una che discrimina, tutto quello che vuole è dare segnali a Vannacci e per farlo deve creare dal nulla un putiferio su un problema inesistente per nascondere i problemi reali, che sono moltissimi. Ma il bello deve ancora venire. Meno male.
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(24 settembre 2026)
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