Presa dall’entusiasmo di Fenix, la presidente Meloni deve essersi trascinata da sé in un grosso casino comunicativo sulla questione degli stranieri che non parlano l’Italiano se persino Valditara l’ha dovuta correggere da New York. E quando tu ti cacci in un casino comunicativo hai due opzioni: scusarti (e figurati se si scusa) o dare la colpa a qualcun altro. Meloni ha scelto la seconda opzione prendendosela con Mattarella. Mica che abbia detto niente di male, ma i toni, i soliti insopportabili toni polemici anche quando non ce ne sarebbe bisogno, trasformano l’intervento in un j’accuse. Poi è colpa nostra che non capiamo quello che dicono. E’ il destino dei geni, quello di essere incompresi, si rassegnino.
Ma prendersela con Mattarella, vedi quello che è successo a Taranto, non fa del bene a Meloni. Soprattutto perché la popolarità di Mattarella è enormemente superiore a quella di tutti i politici e politicanti che popolano lo Stivale trattandolo coi piedi. Mattarella lo tratta coi guanti, questo paese, e il riferimento di Meloni a una circolare dell’89-90 teso unicamente a giustificare il suo discorsetto sui bambini stranieri a scuola che impediscono a quelli italiani di imparare, si è spinto un po’ troppo in là. E il presidente della Repubblica, da qualsiasi maggioranza sia eletto, non va tirato per la giacca.
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Del resto la maggioranza è nervosa e Meloni di più: le tocca rincorrere Vannacci, un’umiliazione per lei che si muove ormai come se fosse la patrona d’Italia, un Vannacci che inserisce nella sua propaganda tutto quello che lei non ha fatto dal 2022 ad oggi (e c’è molto da dire perché questo governo non ha fatto niente avendo la maggioranza per fare tutto). Futuro Nazionale ruba consensi solo a destra, ruba elettori (e parlamentari) a Salvini, a Tajani e anche a Meloni e ai fratelli e sorelle d’Italia. Tutt’attorno un panorama di mestizia e immobilismo assoluto che guardando al dinamismo dei paesi che nel mondo vanno alla grande, portano davvero a pensare che questo paese non abbia futuro. Ma non è vero. E’ certa politica che futuro non ne ha. Ci si aspetta il colpo di coda. O lo fanno adesso o non lo fanno più.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
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(23 settembre 2026)
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