Fa quasi tenerezza vedere coloro che hanno avvallato ogni mossa di Matteo Salvini, comprese ogni svolta a destra, sempre più a destra, sul palco della Versiliana rendere noto il loro disappunto per la linea politica intrapresa dalla Lega di Salvini. C’è solo una domanda possibile: Romeo, Fontana eccetera, dov’erano fino a pochi giorni fa? Militavano in un altro partito e non se ne sono accorti? O folgorati sulla via elettorale hanno capito che se si restringono le percentuali si restringono le possibilità di continuare a sedersi sulle auguste e dorate poltrone? Poi c’è il colpo di scena (colpo di scena? minimo è stato preparato a tavolino nei minimi dettagli) con contestazione al grido di “Il Capitano non si tocca” e dagli di fischietti e caciara. Perché si capisce per gli elettori di Salvini la libertà di parola è una cosa serissima.
Insomma i buoni Fedriga, Fontana, Fugatti, Zaia, con l’apporto del buon Romeo sembra non andranno molto lontano se è vero che Salvini ha dichiarato che non tratterrà chi muore dalla voglia di andarsene (con parole diverse, ma di questa chiarezza). Ma il sospetto è un altro: la contestazione al segretario è l’ultima arma a disposizione di una Lega alla canna del gas, garantisce titoli sui giornali, ospitate a festival come la Versiliana, titoli, interviste, tutte opportunità per sganciare la Lega dal treno della perdita di voti a valanga. Se così fosse potrebbero farla meglio, la loro manfrina, ma lo stile non è mai stato il loro forte. Se invece è tutto vero (e ne dubitiamo) ce lo dirà il tempo. Che è sempre meno.
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Intenerisce poi il titolo di “Libero”: “Il 93% degli elettori della Lega è con Salvini” che andrebbe corretto con un più corretto “Il 93% del 5% e un po’ che dichiarano di continuare a votare Lega è con Salvini”. Così, per fare una battuta d’alleggerimento.
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(20 agosto 2026)
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