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L’iperattivismo di Meloni oscura l’iter della nuova legge elettorale di cui il Governo non vuole parlare

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di Giovanni Di Rosa
Giovanna Di Rosa

Mi riesce sempre più difficile considerare casuale lo straordinario assist di Trump a Giorgia Meloni attraverso gli insulti che considero sempre più funzionali e forse non del tutto sfuggiti da un senno a cui sempre più manca il senno – certamente la donna è abile a trasformare in opportunità gli apparenti venti contrari; va considerato lo straordinario, inusuale quanto vuoto e completamente inutile attivismo europeo di Giorgia Meloni che tutto sta facendo, riuscendo nell’intento, per fare in modo che nessuno o pochissimi parlino dell’ennesima porcata che il dorato e infausto mondo delle destre sta partorendo per l’Italia che va a votare. Non era bastato il porcellum dell’antico, ma sempre sgambettante Calderoli che ci troviamo al cospetto del Bignami Bis (perché bis, non è dato sapere), leggina probabilmente più che leggermente anticostituzionale – secondo molti – che farà a pezzi il già fragilissimo micropartitismo italiano.

Si tratta di una proposta di legge di nessunissima utilità per il Paese che si sviluppa nell’alveo delle pulsioni illiberali di Meloni e della sua maggioranza per non perdere le elezioni, e che viene promulgata a pochi mesi dalle elezioni (si chiama correttezza): prevede l’introduzione di un premio di maggioranza su base nazionale che scatterebbe al superamento di una soglia di voti ipotizzata intorno al 40-45%, per la coalizione o la lista più votata. La legge nasce con l’obbiettivo (mendace) di garantire maggiore stabilità ai governi, limitando il potere di condizionamento delle formazioni minori all’interno delle coalizioni. Contemporaneamente il partito della fautrice di un simile girotondo si vanta di essere la presidente del Governo più stabile della storia della Repubblica. Quando si dice avere il polso di quello che si dice. La bignamata ha scatenato opposizioni e diversi costituzionalisti che hanno duramente criticato il provvedimento, definendolo un tentativo di forzatura democratica volto a blindare il controllo del Parlamento da parte della maggioranza al potere e di cui è appena iniziato l’iter parlamentare.

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Lo sappiamo, non ve ne siete accorti. Sapete perché? Perché televisioni e giornali (ma non il nostro) sono stati impegnatissimo con le cronache dell’asilo infantile Trump-Meloni con tanto di scaramucce, risposte, rispostine, rispostacce mentre questa destra illiberale continua la sua marcia verso quello che è il reale obbiettivo della sua esistenza: il sovvertimento della democrazia italiana così come la conosciamo fregandosene della Costituzione e delle sue regole democratiche.

 

 

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(25 giugno 2026)

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