di Giovanna Di Rosa
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La presidente del Consiglio è ormai un disco rotto: ci mettiamo la faccia, andremo avanti fino a fine mandato, colpa delle sinistre, l’eredità disastrosa, ed è così impegnata a riscrivere un futuro che è ormai dietro le sue spalle, e la spinge da dietro senza permetterle di vedere che sta andando a sbattere, da dimenticarsi che sta lì da quattro anni ripetendosi come un disco rotto con il suo ci metto la faccia come se fosse facile dimenticarsene dato che le reti unificate dall’uno al sei appassionatamente, ce la presentano ad ogni ora, minuto, secondo. Meloni è sempre più preda di se stessa, è sempre più confusa, il suo governo è sempre più inconcludente e lei, per reazione, grida sempre di più. Un intervento parlamentare imbarazzante.
Lei sfida tutte e tutti, ma non vede dove sta il problema. O non vuole vederlo. E’ il suo governo inconcludente, è la sua leadership che gira in tondo, sono i suoi ministri e sottosegretari sempre più opachi, è lei che perde i giri. Non si spiegherebbe altrimenti l’accusa lanciata alle opposizioni parlando di situazione economica disastrosa del suo governo a causa dei conti lasciati dai governi precedenti quando il secondo governo Conte le lasciò in eredità 194,4 miliardi di euro dall’UE che il suo governo ha sperperato senza riuscire a farli fruttare. E ora che i soldi finiscono e lei non ha un euro in cassa non le resta che lanciarsi disperatamente all’attacco. Bene ha fatto Conte a farla a pezzi, che a farla nera c’hanno già pensato.
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Leggi l'articolo →Il capolavoro? Il suo “Non accetto lezioni di antimafia”, che trasuda arroganza e protervia da ogni lato la si ascolti e obnubila la premier che è un po’ anche vostra madre facendole dimenticare che le “lezioni di antimafia” si accettano sempre, soprattutto quando si tirano in ballo Borsellino e Falcone ad ogni curva Poi la prende a male quando Schlein gliele canta chiare: “Solo insulti e demagogia”, ma non ci sono né insulti né demagogia, solo un fatto inconfutabile: “Che incredibile occasione di cambiare il paese avete sprecato. Avevate i numeri qui dentro per fare tutto, e non avete fatto niente che cambiasse la vita degli italiani”, gliele aveva suonate Elly Schlein poco prima, prendendo la parola alla Camera.
E cosa poteva dire Meloni? Il livello della gente di cui si è circondata è sotto gli occhi di tutti; scandalini e scandaletti affiorano mollicci e galleggianti; le decisioni affrettate per restyling mal riusciti sono anche quelle cronaca quotidiana; la produzione industriale ferma da 72 mesi; una pressione fiscale sempre più alta (la più alta di sempre) voluta da quella che doveva abbassare tasse, accise, e rivoluzionare l’Italia a suon di video promozionali.
Ecco è sempre rimasta lì, ai video promozionali. Una tristezza. E riesce persino a continuare ad autopromuoversi, di rosso vestita, sguardo oltre il finestrino, poi tono magnanimo a parlare al popolo bue e nuovo sguardo oltre il finestrino.
Pessima sceneggiatrice e ancor peggiore interprete di una sua storia da canna del gas. Non la si invidia.
Questa è la presidente del Consiglio che ha avuto in mano il il tesoro più grande del dopoguerra – 194,4mld di euro – e lo ha gestito coi piedi. Ci vuole coraggio a continuare a dare la colpa alle opposizioni.
(9 aprile 2026)
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