Agli inizi di febbraio emerge un nuovo caso di dossieraggio sui vertici giudiziari. Il quotidiano Repubblica parla nuovamente di intercettazioni che ipotizzano un sistema di sorveglianza illecita ai danni di magistrati inquirenti. Nonostante il coinvolgimento di apparati dello Stato, Giorgia Meloni ha continuato a parlare dei giudici politicizzati e di magistrati che entrano in Politica (come se il ministro Nordio, al quale lascia la parola sulla questione, non fosse parte di quella roba politicizzata lì). Mentre la commissione antimafia, confermava l’esistenza di falle nei sistemi di sicurezza, la premier parlava di “deriva illiberale della sinistra”, le minacce reali alla privacy istituzionale sono probabilmente un dettaglio irrilevante.
Attorno a quelle date emergono notizie di violenze nel CPR di Palazzo San Gervasio con diffusione di nuovi video shock su trattamenti inumani e somministrazione forzata di psicofarmaci ai trattenuti, tema che Avvenire commenta con una certa durezza insieme ad altre testate. Meloni si occupa d’altro, come è normale che sia, le violenze nei CPR a base di soprusi non interessano al suo elettorato. E le ONG hanno persino l’ardire di protestare. Le solite sinistre boccalone poi si inventano interrogazioni parlamentari come se fossimo in una democrazia.
Lei ha altro da fare: deve occuparsi di Andrea Pucci e della “libertà di parola” di un comico. E a proposito di libertà d’espressione e di sinistra illiberale, più o meno contemporaneamente, alle esternazioni meloniane su questo signore di nome Pucci, la Rai a traino meloniano blocca un comunicato sindacale (Usigrai) critico verso i vertici aziendali.
Ma bisogna difendere Pucci dalla sinistra illiberale e trasformare l’Italia in una specie di terreno dove esplodono bombe ad ogni passo, così si ignorano e non si commentano notizie come l’ennesimo assalto a un portavalori sulla superstrada tra Lecce e Brindisi, all’altezza di Tuturano, dove un commando di almeno sei persone a volto coperto, armate di kalashnikov e in tuta bianca, hanno fatto esplodere i portelloni di un blindato asportandone i valori contenuti all’interno e dove i malviventi hanno bloccato la carreggiata posizionando un camion di traverso (mezzo incendiato) a bloccare il viaggio mentre i compagni d’avventura facevano esplodere il furgone con gli autisti a bordo.
Non è il primo evento del genere, non sarà l’ultimo, ma non fa propaganda utile.
Dunque si tace.
Ma ci si riempie la bocca dell’essenziale endorsement a un sedicente comico che parla di tampax nel naso e quando non c’è più posto puoi sempre metterteli nel cxxo, di mogli stitiche che però cxxxno il cxxxo e altre elementi irrinunciabili della cultura di destra (perché una cultura di destra esiste, e si nota). L’uomo è stato attaccato violentemente sui social e non dalle sinistre come racconta la presidente del Consiglio, attacchi violenti che molte e molti di voi e di noi hanno subito per motivi meno, più o ugualmente futili, ha deciso per un passo indietro. E qualcuno ha preso la scusa, essendo il festival di Sanremo evento mediatico, per ricamarci sopra. Perché le conviene parlare del nulla piuttosto dei guai dell’Italia.
(11 febbraio 2026)
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