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Una risposta da applauso al diktat di Jeff Bezos: il pericolo per le libertà è Trump

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di Giancarlo Grassi

E’ con un editoriale al vetriolo pubblicato sul Washington Post, uscito subito dopo che il proprietario Bezos – lo stesso di Amazon, chiedete ai sindacati italiani – aveva chiaramente detto che non si sarebbero tollerati, in soldoni, editoriali anti-Trump che mettessero in discussione le libertà individuali (secondo Trump) e la “libertà d’espressione” (secondo Trump), che i giornalisti da applauso del quotidiano hanno risposto: “La vera minaccia alle libertà è Donald Trump”.

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Il titolo dell’editoriale, coraggiosissimo, a firma Dana Milbank è stato “Ecco la vera minaccia alle libertà personali e al libero mercato”, e affianca al titolo l’immagine di un austero e minaccioso (as usual) Donald Trump che fa un cenno con la mano coperta da un guanto nero che sembra più una minaccia che un saluto. L’editoriale risponde così al diktat di Jeff Bezos: “Scriveremo ogni giorno a sostegno e in difesa di due pilastri: la libertà individuali e il libero mercato, i punti di vista contrari a questi pilastri verranno lasciati ad altri”. Pare che non stia proprio andando così.

E la risposta è netta: “We must redouble our fight against the single greatest threat to “personal liberties and free markets” in the United States today: President Donald Trump” cioè, dobbiamo raddoppiare la nostra lotta contro un unico vero pericolo contro “le libertà personali e il mercato libero” negli Stati Uniti oggi: il presidente Donald Trump.

Vedremmo e leggeremmo volentieri simili schiene dritte anche in Italia. Trump nei giorni scorsi si è definito “un Re”.

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(28 febbraio 2025)

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